Si è scelto questo quadro di Degas come introduzione a questa tecnica perché le ballerine e il tulle simboleggiano la leggiadria, l’innocenza e una volta ricamato questo fondo acquisisce valore e preziosità.

Con l’avvento della macchina per realizzare la rete, verso i primi dell’800, il ricamo su rete riuscì a velocizzare la lavorazione del merletto ottenendo manufatti a prezzo più accessibile. Si imitarono i merletti veneziani e francesi fatti ad ago.

 

Prima rete meccanica brevettata da John Heathcoat nel 1808 e 1809

 

 

 

Rete meccanica ricamata a mano, Thomas Pain-West 1820

 

 

Volendo cercare le origini e una sua collocazione geografica  facciamo un viaggio nel tempo con i documenti ritrovati:

 

 

·        Nel giornale “La Moda. Giornale di amena conversazione” del 1832 si possono vedere parecchi figurini che la moda parigina propone, tra questi ne troviamo uno con la seguente descrizione:

Cuffietta in tulle ricamato stuccata. Accappatoio in jaconas

 

E sempre nello stesso giornale troviamo questa descrizione sulle pellegrine: “Le pellegrine graziose, ricchissime e di forma semplice, sono in tulle ricamato, con una ghirlanda all' intorno in una punta a merletti, che i francesi dicono dans une dent en créte, il fondo coperto di piccoli mazzetti staccati, delicati, ma assai vicini l'uno all'altro, con due colletti ricamati nella stessa guisa.

 

 

·        Nell’ Almanacco aretino del 1841 troviamo una citazione riferendosi all’esposizione di arti e manufatti svoltasi presso l’Accademia aretina di Scienze, Lettere ed Arti nei giorni 8, 9 e10 agosto degli anni 1840-1841:  ……..due ricami in bianco su tulle e campioni di ricamo pure in tulle della signora Emilia Mori”.^

 

·        Nikolaj Vasilevič Gogol pubblicò nel 1842 il romanzo “Le anime morte” dove possiamo trovare una frase di un suo personaggio maschile (il governatore) che afferma di ricamare su tulle. Nikolaj  è nato e vissuto in Russia, ma ha fatto viaggi anche in Europa specialmente in Italia, è probabile che nel nostro paese abbia visto o sentito parlare di questo ricamo.

 

·        Filippo Parlatore nei suoi “ Viaggi nell’Europa Settentrionale” del 1851 ci racconta: “ le contadine dei dintorni di Copenaga (Copenaghen) portano una berretta di seta rossa o di velluto in seta, ora ricamato con paglietta d’oro o d’argento, ed ora con semplice gallone d’oro, le serve hanno la berretta medesima, ma per lo più fatta di tulle ricamato.”

 

·        Nella rivista americana “Peterson’s Magazine” del 1872 sono proposti dei disegni per ricamo su tulle

 

 

 

·        “Il folklore siciliano” edito nel 1952 ci dice: ” uno dei copriletti posseduti dal Museo Pitrè di Palermo, ricamato in tulle, costituisce uno dei pezzi più ricchi che il corredo di una popolana abbia posseduto.

 

·        Nel 1861 troviamo pubblicato il catalogo ufficiale dell’esposizione italiana di agraria, industriale e artistica svoltasi a Firenze, in cui si  fa riferimento a: ricami su velo e su tulle di Merini Giuseppe del fu Giacomo, Milano e saggi di ricami fatti su tulle in bianco e nero di Salmoni e Zabanni, Ascoli*.

 

·        Nella rivista spagnola“El correo de la moda”, del 1892 ci sono alcuni disegni proposti su fondo di tulle.

 

 

 

 

El correo de la moda”, 1892

 

 

Disegno per la realizzazione di un bordo per tovaglia d’altare, tramite ricamo o applicazione, “El Correo de la moda”

 

 

·        Nel 1902 su “ Le industrie a domicilio in Belgio. Il merletto e il ricamo su tulle§” troviamo uno specchietto che ci racconta la situazione dell’epoca sul lavoro domiciliare. Ebbene viene specificato che ad Anversa e a Lierre si fanno diversi generi di ricamo su tulle. Si racconta che in tutto il Belgio ci sono 160 scuole di merletto e ricamo su tulle, i tre quarti sono dirette da religiose.

 

 

Su questo libro viene reso pubblico il guadagno e le ore giornaliere di un lavorante, ne riportiamo di seguito alcuni esempi:

 

1.    Una giovane ragazza ricama all’uncinetto dei fiori su rete guadagnando franchi 1,5 lavorando 10 ore e mezza.

2.    Una vecchia signora che vive da sola, guadagna 60 centesimi lavorando tutto il giorno, avvolgendo fili d’argento e d’oro sui fuselli.

3.    Una madre con la figlia ricamano con l’ago e filo nero dei pois su veli di tulle nero, guadagnando 5 centesimi ogni 100 pois. Lavorano 10 ore al giorno guadagnando 2 franchi.

4.    Una signora anziana fa dei piccoli ricami con l’ago, lavora lentamete guadagnando 1 franco e mezzo alla settimana, lei vive in una casa di riposo per anziani.

5.    Una ricamatrice su tulle meccanica  guadagna 5 franchi al giorno lavorando 11 ore.

6.    Due ricamatrici su tulle lavorano insieme confezionando dei fiori con l’ago destinati a guarnire le cuffie delle paesane olandesi. Le fanciulle ricevono il tulle e si pagano il filo, ogni fiore richiede un’ora di lavoro e viene pagato 10 centesimi. Una delle lavoranti, giovane sposa, occupata dalla sua nuova vita riesce a farne 6, mentre l’altra, sua vicina di casa, riesce a farne 12. Per una cuffia ne servono 25-26 e il filo costa 14 centesimi per 12 fiori.

 

 

  • Nel catalogo della mostra del Conte Fabio Chigi Saracini svoltasi a Siena nel 1904 si fa riferimento a una cuffietta da neonato in tulle a ricamo d'oro del secolo XVIII.°

 

 

 

 

 

   

Alcuni punti e modelli tratti da una vecchia rivista di Therese De Dillmont

 

Conclusioni

 

Da queste notizie possiamo dedurre che le città o paesi nominati in modo ricorrente sono Siena, Arezzo,  Palermo, Copenaghen. Quindi in Toscana, Danimarca e in Belgio deve esserci stato un certo fermento attorno a questa tecnica. Ad ora non abbiamo altri elementi per accertare che in quelle zone sia ancora presente e si realizzi.

In Italia attualmente esiste una sola certezza ed è che a Pieve di Soligo (TV) e a Panicale ( PG) ci si impegna a mantenere viva questa antica tradizione.

Ma non solo, anche  in Spagna si esegue  il ricamo su tulle, in una forma diversa ma dona sempre un effetto di trasparenza come fosse una trina. E continuiamo con Carrickmacross in Irlanda che dal 1820 continua a realizzare trine ricamate su rete.

 

 

Ars Panicalensis

 

A Panicale tutto iniziò verso i primi del 1930 quando Anita Belleschi Grifoni venne chiamata dalla Contessa Barabino di Lemura, per il restauro di un velo antico di manifattura veneziana o francese. Era in grado di eseguire questa operazione perché da giovane apprese l’arte del ricamo in un istituto religioso. Avendo questo esemplare tra le mani poté studiarlo bene divenendone una fonte d’ispirazione, nacque da quel momento la scuola di ricamo su tulle e una nuova impresa volta ad aiutare economicamente le famiglie di Panicale. Si realizzarono tovagliati, veli da sposa e molti altri preziosi manufatti per nobili e case reali.

Attualmente si perpetua la tradizione attraverso una scuola guidata da Paola Matteucci che ha portato una innovazione inserendo nel ricamo i fili colorati.

Ecco alcuni lavori presentati alla Terza edizione del ” Forum Internazionale del Merletto e del Ricamo organizzato dall’Associazione Italia Invita (2007).

 

 

 

 

 

 

 

Nel marzo del 2015 presso la sede del Museo del Tulle di Panicale sul Lago Trasimeno si è svolta la premiazione del Terzo Concorso Internazionale Castello di Panicale, Premio Anita Belleschi Grifoni. Il tema era: CIBO NOSTRUM “Grano, Vite ed Olio Patrimonio del Mediterraneo”. Questa opera in tulle ricamato ha partecipato al concorso.

 

Associazione “Sampler Club” Conegliano

 

Le associate del Sampler Club si dedicano a svariate forme di arti manuali, tra queste anche il ricamo su tulle, come questo grazioso cuscino portafedi.

 

 

 

Particolari del ricamo

  

Collana di perle ricamate su tulle

 

 

Punto Piave” a Pieve di Soligo

 

 

 

Come si esegue il punto Piave

 

Il vero «punto Piave» è costituito dall’insieme di tulle trasparente e ricamato (riempito a punto rammendo) assemblato all’organza.

Il ricamo così ottenuto può essere applicato solo su organza, solo su tulle oppure su tulle e organza cuciti insieme.

Sul rovescio del lavoro è evidente la parte del tulle ricamata a punto rammendo, mentre sul diritto si vedrà solo l’organza di spessore più intenso per il ricamo sottostante.

 

PRIMO TEMPO

• Si disegna il motivo da ricamare su carta trasparente, il tulle è cucito sulla carta disegnata (il disegno di carta va cucito a rovescio sotto il tulle). Si esegue il contorno del disegno a punto erba senza forare il disegno di carta.

Completato il contorno si procede a riempire il disegno a punto rammendo.

Il punto rammendo va lavorato sempre in diagonale (punto Piave).

Si toglie la carta dal tulle.

 

SECONDO TEMPO

Completata la riempitura, si applica l’organza sul tulle bene imbastita in modo che siano ben tesi.

Quindi si lavora il contorno a punto erba, cordoncino, pieno, in modo da fissare bene insieme le due stoffe e dare al disegno maggior risalto.

 

Istruzioni tratte dalla rivista Fili n. 28

del 1936 e n. 37 del 1937 e trascritte

da una lettera di lady Fruzzy Haig a Tudy Sammartini

 

 

Studiando le istruzioni in questo vecchio manuale, Silvana De Marchi con lungo e generoso impegno ha riportato in auge questa tecnica. Era descritto come uno tra i più delicati e preziosi ricami che venivano insegnati nell’Istituto femminile di carità per ragazze

orfane Marta Balbi Valier Gradenigo di Pieve di Soligo. La scuola era stata fondata dal padre, Girolamo Balbi Valier nel 1832 e si occupava d’una sessantina di orfane che venivano istruite all’arte del ricamo e del cucito. L’invenzione della tecnica venne attribuita alle sorelle Nella e Marta Sabattini. Marta era un’artista, scultrice e appassionata di disegno curò la parte artistica del ricamo, mentre Nella si dedicava all’esecuzione.

Oggi presso l’Università Adulti, «Cultura e Società» di Pieve di Soligo si perpetua l’arte del Punto Piave.

http://www.unipieve.org/

 

Tratto da Periodico quadrimestrale di informazione bancaria e di cultura locale della Banca della Marca Credito Cooperativo Società Cooperativa.

Anno XV · N. 42 · Gennaio 2007

 

Dalla rivista  “Le tre Venezie rivista mensile italiana inglese edita dalla Federazione per gli interessi turistici della Veneziadatata  1938 troviamo scritto: “Ecco in questo numero di gennaio, per l'abito, diciamo così, della casa: una striscia di organdi ricamata in punto Piave con disegno di N. Sanmartini.

 

 

 

 

Costume sardo

 

 

In vari paesi della Sardegna il costume tradizionale era fornito di grembiule e velo da testa in tulle ricamato. Costumi di una bellezza e ricercatezza del particolare in tutti i suoi accessori.

 

Dipinto di Pina Monne, Nuoro

 

 

 

Spagna

 

 

In Spagna nelle  provincie di Cadice e Siviglia  viene realizzato un ricamo in tulle che successivamente viene applicato alle mantillas ( accessorio tipico della tradizione spagnola)

 

 

Centrotavola spagnolo,  courtesy Helena (Spagna)

 

 

 

Irlanda

 

Il merletto d’Irlanda di Carrickmacross, contea di Monaghan, risale al 1820 quando Grey Porter, moglie di un parroco locale, pensò di studiare una tecnica per imitare i pizzi che aveva acquistato nel 1816 in viaggio di nozze in Italia. Grey con la cameriera Ann Steadman riuscirono a realizzare un manufatto trasparente  e prezioso ad imitazione della trina italiana, ne trasmisero la tecnica alle donne dei dintorni per aiutarle in un lavoro che divenne una nuova fonte di guadagno. Per l’esecuzione si applica un tessuto di organza sopra una rete meccanica e successivamente si passa al ricamo, poi si taglia il tessuto che si trova in eccesso sul bordo dell’ornato.

 

Operazione del taglio dell’organza all’esterno del ricamo per lasciare all’interno il tessuto che evidenzia l’ornato.

Qui possiamo notare dei motivi vuoti che creano maggior trasparenza, in questo caso viene tagliato anche il tulle.

 

 

Fino al 1840 si ebbe una florida produzione, in seguito il lavoro iniziò a diminuire. Due sorelle del luogo decisero di aprire un laboratorio nella residenza di famiglia e successivamente si aprirono molte altre scuole. Con il merletto si riuscì a combattere il periodo di carestia ricordato come  “ La Grande Fame”.

Attualmente si impara questa tecnica anche presso la scuola di religiose della St. Louis, all’interno della scuola c’è una mostra e si possono acquistare i tradizionali ricami. Le suore si stabilirono a Monaghan nel 1890, erano in gran parte responsabili per il rilancio del merletto di competenza alla regione e la Carrickmacross Lace Co-operative è stata determinante nel mantenere viva la tradizione. Il merletto di Carrickmacross è sempre in continua evoluzione per adeguare la lavorazione classica al gusto contemporaneo.

 

 

Kate Middleton il giorno del suo matrimonio con il principe William indossava un abito con corpetto di tulle e fiori applicati, come la tecnica del merletto irlandese. I fiori di rosa, cardo, narciso e acetosella sono stati ritagliati accuratamente da pizzi meccanici e sovraposti al tulle dalle mani delle lavoranti della “Royal School of Needlework”. Le ricamatrici hanno dovuto firmare un accordo di riservatezza prima di iniziare i lavori. Anche nelle maniche dell’abito nuziale della principessa Diana è stato inserito un merletto antico di Carrickmacross, tanto vecchio quanto prezioso perché appartenuto alla regina Maria, moglie di Giorgio V. Lo stile di questa manica segue la moda antica degli engagianti.

 

Particolare delle maniche dell’abito nuziale di Lady D. (credit Vancouver Sun)

 

 

 

 

 

 

 

Fonti

 

° Catalogo generale illustrato‎ -Siena  Mostra dell'antica arte senese - 1904

^ Almanacco aretino, 1842 Tipografia Bellotti

*Catalogo officiale pubblicato per ordine della commissione reale, 1861 tipografia Barbera

§ Le industrie a domicilio in Belgio. Il merletto e il ricamo su tulle, 1902 tipografia reale belga

 

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