“La scuola merletti di Burano

 

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Burano”, 2008, Rossella Girardini  Venezia)

 

Nell’inverno del 1871-1872 la laguna veneziana gelò e Burano, che già viveva di stenti, riuscì a malapena a superare il momento di crisi.

Un deputato dell’allora parlamento italiano, Paolo Fambri, organizzò una colletta e con la cifra ricavata pensò di ripristinare l’antica arte femminile del merletto. Venne contatta un’anziana artigiana soprannominata “Cencia Scarpariola”, che in due mesi insegnò la tecnica base del merletto ad ago ad Anna Bellorio D’Este, che sarà l’insegnante capostipite della nuova scuola. La moglie del conte Alessandro Marcello, Andriana Zon Marcello e altre dame, convinsero la principessa d’Italia Margherita, ad accettare la presidenza onoraria della scuola. La scuola merletti di “Punto in Aria” venne inaugurata ufficialmente, il 14 Marzo 1872 ed era formata da sei allieve, un disegnatore e un piccolo capitale. La signora Andriana sarà parte attiva in questa scuola con la sua capacità di coinvolgere e promuovere le attività.

In pochi anni le allieve acquisirono esperienza e capacità e già nel 1878 la scuola partecipò all’Esposizione Universale di Parigi, aggiudicandosi con i suoi lavori due medaglie d’oro. Nel 1885 vinse la medaglia d’oro all’esposizione di Anversa. La scuola ogni anno prese parte a vari concorsi mondiali meritando segnalazioni e diplomi d’onore in tutte le più grandi città europee e mondiali. La scuola così venne conosciuta in tutto il mondo e i nobili dell’epoca ricominciarono a desiderare il merletto di Burano.

 

 

 

Merletto della Scuola Merletti di Burano con nastrino e sigillo

 

    

 

Merletti presentati all’Esposizione Universale di Parigi nel 1878 dalla scuola merletti di Burano. Il merletto di destra è stato eseguito prendendo spunto da un vecchio campione appartenuto a Marguerite ( Peggy) Guggenheim.

 

 

 

Merletti eseguiti dalla Scuola ed esibiti all’Esposizione Universale di Parigi del 1878

 

Bordo di un  fazzolettino eseguito a “punto Burano

 

Balza copia da un originale appartenuta a Papa Clemente XIII e in possesso della regina Margherita*

 

 

Rimangono negli archivi della scuola le foto di opere realizzate per la regina Guglielmina d’Olanda, per le gioiellerie più esclusive di New-York e di Cicago, del velo da sposa per Elena di Montenegro e di Edda Mussolini Ciano, di culle e porte-enfants per il principino di casa Savoia, di biancheria da casa per Evita Peron.

 

Nel catalogo di una mostra svoltasi a Roma nel 1887 venne citata la scuola la quale era presente con diversi lavori

 

Nel 1874 Michelangelo Jesurum fondò a Venezia una società per la manifattura dei merletti. Vennero aperte scuole di merletto a Pellestrina, Venezia, Chioggia e a Burano divenendo così il concessionario più importante del merletto veneziano.

 

Locandina pubblicitaria delle manifatture Jesurum

La scuola era diventata un’impresa capace di reggersi da sola, le merlettaie lavoravano dalle 6/7 ore al giorno, venivano pagate a cottimo e venivano ammesse alla scuola a partire dai 12 anni.

 

Scuola di Merletto di Michelangelo Jesurum

 

Dopo il primo conflitto mondiale, l’industria del merletto entrò in grave crisi e solo grazie ai finanziamenti della fondazione Marcello si vide una piccola ripresa. Ma l’altissimo costo, i cambiamenti della moda e la perdita di clienti importanti, fece in modo che negli anni ‘70 chiudesse definitivamente.

Oggi rimane un importante museo, dove si possono ammirare opere stupende, all’interno si possono vedere anche le merlettaie nell’esecuzione dei loro preziosi manufatti.

 

In questi ultimi tempi però ci sono state delle novità, grazie ad un’iniziativa di Confartigianato Venezia, la produzione del merletto non solo è tornata in città, ma si è pure trasformata, instaurando un’insolita ma innovativa collaborazione con un’altra importante attività artigianale veneziana: l’arte orafa. Oggi come allora, per rilanciare la storica attività del merletto ad ago, è stata organizzata una scuola: la“Scuola bottega del Merletto di Burano”, un corso di 1.100 ore promosso da Confartigianato Venezia e Con-ser Srl in collaborazione con il ministero del Lavoro e la Regione Veneto.
Tre delle 12 partecipanti al corso, la veneziana Martina Barzan, la veronese Rita Sciamanna e la rumena Francesca Talianu hanno avuto la fantasia e il coraggio di reinventare il merletto, di trasformarlo applicandolo all’arte orafa creando così prodotti di design particolare. Il corso ha quindi sfornato 3 nuove imprenditrici che hanno aperto la propria azienda di “merletti del futuro” dove si producono collane, braccialetti, spille e orecchini realizzati interamente a mano con la tecnica del merletto ad ago, utilizzando nuovi materiali, come l’argento e l’oro.

 

Orecchini in oro filato, merletto ad ago, creazione di Martina Barzan

 

 

 

 

Bibliografia:

 

 “il Merletto Veneziano” di Doretta Davanzo Poli edito da De Agostani, 1998

* Tapisseries, broderies et dentelles; recueil de modeles anciens et modernes, 1890 Muntz Eugene

Tessuti e merletti : esposizioni retrospettive e contemporanee di industrie artistiche, esposizione del 1887, Erculei, Raffaele; Museo artistico-industriale Roma

 

Ringraziamenti

Si ringrazia l’artista veneziana, Rossella Girardini per aver concesso la pubblicazione delle sue opere.

(http://xoomer.alice.it/artegrafica/index%20art%20gallery.htm)

 

 

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