Aemilia Ars
1898 – 1903

Particolare
di un copriletto realizzato con la tecnica dell’Aemilia – Ars
( Il ritorno del merletto
ad ago- Elisa Ricci, 1914)
Oggi, “Aemilia Ars” è il nome del merletto di Bologna che
nacque grazie alla tenacia della contessa Lina Bianconcini
Cavazza che fu sostenitrice dell'insegnamento del
reticello e del “punto in aria” . Quest'arte così elaborata, produceva un
merletto di stile antico per adornare corredi e capi di biancheria con soggetti
romantici rappresentati da fiori, stelle, uccelli e frutti.
Nel passato era il nome di una società che fu fondata nel
1898 per iniziativa di un gruppo di persone composto da nobili (tra i quali il
conte Francesco Cavazza), imprenditori e artisti riuniti tutti insieme grazie
al carisma e alle conoscenze dall'architetto-restauratore Alfonso Rubbiani.
Lo scopo
dell'associazione era quello di proteggere le arti e industrie decorative della
regione emiliana e di dar vita ad un rinnovamento nelle arti decorative,
applicate sugli oggetti di uso quotidiano.

La
copertina di questo libro e la sua rilegatura sono state eseguite dall’Aemilia
Ars.
Lavorazione
su vitello marrone con inciso il titolo “ Giotto e i suoi lavori a Padova” di
Jhon Ruskin.
Direttore artistico dell'impresa era
Alfonso Rubbiani, singolare figura di artista, sostenitore acceso del recupero
dell'arte medioevale e rinascimentale, che credeva fermamente nella natura come
fonte di ispirazione.
L'Aemilia Ars,
attraverso i suoi artisti (citiamo: Achille Casanova, Giuseppe de Col, Edoardo
Collamarini, Augusto Sezanne e Alfredo Tartarini), forniva modelli e nuovi
disegni alle varie industrie e ai laboratori artigiani della regione che si
sarebbero occupati della realizzazione. L'attività copriva tutti i settori
delle arti applicate: dai mobili alla ceramica, dai vetri ai ferri battuti,
dalle rilegature in cuoio ai gioielli, al ricamo; attività quest'ultima forse
più conosciuta, non trascurando gli interventi decorativi su edifici pubblici e
privati: tesi al recupero ed al miglioramento della qualità artistica.
Il successo e
la notorietà dell’ Aemilia Ars sul mercato nazionale ed estero furono sanciti
dalla sua partecipazione a diverse esposizioni internazionali (Torino 1902,
Liegi 1905, Milano 1906, Bruxelles 1910) e dai numerosi riconoscimenti e premi
ottenuti.

Pur
ottenendo significativi successi in sede di esposizioni nazionali e pur avendo
sviluppato l'aspetto commerciale della produzione con l'apertura di un
negozio-galleria in via Ugo Bassi a Bologna, la società decise nel 1903 di
sospendere l'attività per mancanza di fondi.
I costi
di produzione erano troppo alti e la
clientela si ridusse di numero.
Si decise comunque di mantenere in attività la
manifattura di merletti e ricami a punto antico, fondata dalla contessa Lina
Bianconcini Cavazza, questa attività continuò fino al 1936 e raggiunse un alto
livello di organizzazione coinvolgendo negli utili anche le lavoratrici e dando
loro una formazione gratuitamente.
Quando l’attività venne messa in liquidazione, il suo fondo
di disegni e campionari di pizzi e ricami fu acquistato dal comune di Bologna e
andò a formare il fondo Aemilia Ars dei Musei Civici d’Arte Antica.
Paolo
Mezzanotte scrive ( Fascicolo N°11 del Luglio 1923- pag.457*) a riguardo della
Mostra Internazionale di Arti Visive tenutasi a Monza:

“ Molti,
moltissimi merletti e ricami; nei quali è però raro qualche abito di novità.
“L’Aemilia Ars” si è un poco addormentata sui successi di un ventennio fa:
nuoce soprattutto, alle sue trame delicate, la disposizione in una vecchia
vetrina di detestabile gusto floreale.”
Esecuzione
del lavoro
Questo
merletto viene eseguito con l’ago ed è chiamato anche punto in aria, perché
viene eseguito su un supporto temporaneo composto da un cartoncino, dal disegno e sopra si mette un foglio di
carta da lucido per non sporcare il lavoro. Su questo supporto si debbono dare
dei "punti di appoggio" che permetteranno di guidare il filo nella
realizzazione del merletto. I principali punti usati per questo lavoro sono: il
punto festone, il punto chiaro ed il punto cordoncino.

Classico pavone che veniva realizzato dalle mani sapienti
delle ricamatrici dell’Aemilia Ars
Mostre

13-14-15
Maggio 2005 –
Mostra di Antonilla Cantelli e allieve

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Mostra
di Carla D’Alessandro Lollini, allieva di Antonilla
Cantelli. La mostra si è svolta nel 2003 a Granarolo |
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Dal 9 marzo al 17 giugno 2001

Bologna
Collezioni Comunali d'Arte
Palazzo del Comune Piazza Maggiore, 6
La mostra organizzata dai Musei Civici
d'Arte Antica di Bologna ha presentato
al grande pubblico una selezione accurata di circa duecento opere tra oggetti,
materiali grafici e fotografie storiche pertinenti l'attività della Aemilia
Ars. I manufatti più numerosi erano costituiti dalla ricca collezione di trine
e merletti e dal fondo di disegni del Museo Davia Bargellini di Bologna,
inoltre c’erano mobili ed ebanisterie, oggetti in ferro battuto, cuoio
bulinato, gioielli, biancheria ed accessori per l'abbigliamento prodotti dalla
società, ed a dipinti, libri e modelli incisori dei secoli XVI-XVII.
La mostra
è stata curata da Carla Bernardini, Doretta Davanzo Poli, Orsola Ghetti Baldi,
Eugenio Riccòmini.
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Le opere in mostra sono state prestate da privati e da numerose
istituzioni pubbliche ed ecclesiastiche.
Gennaio 2000
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* Università degli studi Roma Tre- Biblioteca di Area delle arti sezione architettura” Enrico Mattiello”