Sposa

Figurini per abito da sposa e damigella proposti dalla rivista

“ Journal des dames”, 1824

 

 

 

 

 

Figurini per abito da sposa e damigella proposti dalla rivista

“ La moda”, 1839

 

Nel 1840 la regina Vittoria, icona di stile e modernità, si sposò con un vaporoso abito bianco, rompendo così tutti gli schemi della moda in fatto di etichetta. Da allora tutte le spose, iniziando dai reali ai nobili e via via a  scendere negli strati sociali, a seconda delle possibilità economiche,  hanno usato l’abito bianco.

 

Figurino per la sposa e la damigella proposti  nel 1846, Digital Collections, NYPL.

 

Abiti da sposa proposti dalla rivista “Godey’s Fashion” nel 1861

 

Figurini per sposa e damigella d’onore apparsi nella” Revue de la Mode”, 1877

 

Figurini di abiti da sposa in stile liberty proposti nella rivista “Donne” del 1914. Il figurino di sinistra propone plastron e maniche in merletto Chantilly, il figurino di destra propone la sopraveste sempre  in merletto Chantilly.

 

 

Chiara Ferragni e il suo abito firmato Christian Dior

 

          

 

 

Chiara Ferragni con l’abito da sposa in merletto d’Irlanda firmato Dior. L’ampia gonna di tulle copre la parte bassa di una tutina a pantaloncini corti.

 

   

 

La foglie di vite, i grappoli d’uva e le roselline sono i motivi ricorrenti che formano la tuta, i grappoli a volte sembrano anche dei fiori, nelle immagini possiamo vedere uno dei quattro motivi che formano una foglia e il motivo per realizzare i chicchi d’uva o i fiori. Tutto il décolleté è un insieme di roselline realizzate separatamente come tutti gli altri elementi che una volta imbastiti sul cartamodello vengono uniti da una catenella con picot eseguita al momento. Le roselline formano anche il collettino a fascia, rifinita da una leggera dentellatura.

 

Catenella con picot e tipologia di rosellina che copre tutto il décolleté dell’abito

 

L'abito da sposa si ispira alla tradizione italiana, ricordiamo che sull’isola Maggiore nel lago Trasimeno questa tecnica si esegue da più di un secolo. Per realizzarlo ci sono volute più di 1600 ore di lavoro e 400 metri di tessuto. “Abbiamo creato una tuta crochet che ricorda il lavoro artigianale tipico dell’Italiafortemente legato alla tradizione femminile”, afferma la stilista di Dior. ll vestito dalle maniche a tre quarti con corpetto crochet e gonna in tulle disegnato da Maria Grazia Chiuri (direttrice artistic di Dior), che Chiara ha scelto per la cerimonia, comunica un importante messaggio femminista. Chiara Ferragni riferendosi alla motivazione per cui ha scelto la stilista dice :“Non solo perché è la prima donna a dirigere un maison francese così importante, ma anche perché ha portato un'allure completamente diversa al marchio per comunicare un messaggio sul nuovo ruolo delle donne, sul femminismo, e questo per me è molto importante”.

 

Kate e Diana

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 Kate Middleton il giorno del suo matrimonio con il principe William indossava un abito con corpetto di tulle e fiori applicati, come la tecnica del merletto irlandese di Carrickmacross. I fiori di rosa, cardo, narciso e acetosella sono stati ritagliati accuratamente da pizzi meccanici e sovraposti al tulle dalle mani delle lavoranti della “Royal School of Needlework”. Le ricamatrici hanno dovuto firmare un accordo di riservatezza prima di iniziare i lavori. Anche nelle maniche dell’abito nuziale della principessa Diana è stato inserito un merletto antico di Carrickmacross, tanto vecchio quanto prezioso perché appartenuto alla regina Maria, moglie di Giorgio V. Lo stile di questa manica segue la moda antica degli engagianti.

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Lo stilista Oscar De La Renta ha presentato nella sua collezione per la sposa 2019 questo abito tutto di felci su tessuto traforato usando la tecnica dell’intaglio. Non sarà fatto a mano, ma l’effeto è sensazionale. Anche la contessa Olympia von Arco-Zinneberg ha indossato questo abito per il suo matrimonio

 

Tramandato di generazione in generazione, giunge talvolta alla sposa il velo in merletto antico, prezioso retaggio di famiglia

 

Veli da sposa e la scuola merletti di Burano

 

La scuola merletti di Burano realizzò pregevoli veli da sposa per insigni personaggi dell’alta società: il velo da sposa  della principessa Maria Letizia Bonaparte, della principessa di Sassonia Weimar, della principessa imperiale giapponese, di Maria d’Inghilterra, di Elena di Montenegro e della principessa Maria Josè del Belgio sono usciti tutti dalle mani delle merlettaie veneziane^.

 

Velo da sposa per la regina Elena di Montenegro che indossò il giorno del suo matrimonio con il re Vittorio Emanuele III, il  24 ottobre 1896. Questo prezioso velo le fu donato dalla suocera (regina Margherita).  Il velo è stato commissionato alla Scuola merletti di Burano ed è stato eseguito ad ago con filati di seta e d’argento.

 

Velo da sposa di Maria Letizia Bonaparte per il giorno del suo matrimonio con il principe Amedeo di Savoia avvenuto a Torino nel 1888, dono della regina. Il velo era stato commissionato alla Scuola merletti di Burano.

 

Velo da sposa della principessa spagnola Eulalia di Borbone*

 

Velo da sposa in “Point de Gaze”, merletto fiammingo donato dalla città di Bruxelle alla principessa Stefania il 15 agosto del 1888*

 

Velo realizzato ad ago e offerto nel 1878 alla regina Marie Henriette per sottoscrizione nazionale da parte delle donne belghe, in occasione delle sue nozze d’argento.

 

Velo da sposa, merletto a fuselli, Danimarca-Tønder XVIII secolo dono della Rogers Fund, 1921

 

© Metropolitan Museum, New York

 

 

Velo da sposa in “Point de Gaze”, primi XVIII secolo

Velo da sposa di pregevole manifattura realizzato ad ago per un matrimonio reale. Collezione Leone Ricci di Firenze presentato in una vendita all’asta nel 1915 a New York.

 

Velo da sposa a forma di balza, tecnica ad ago “Point de Gaze”, Collezione Leone Ricci di Firenze presentato in una vendita all’asta nel 1915 a New York.

 

 

Abito da sposa in merletto rinascimento brasiliano

 

 

 

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^ Il solco rivista di cultura e di attività femminile, 1934

·         Merletti all’esposizione di Bruxelles del 1884

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