


Antichi
merletti piemontesi, essi assomigliano molto a quelli prodotti anche a Gessopalena
Valli
Occitane (Cuneo)

L'arte del merletto a fuselli, si è diffusa in Val Varaita
a partire dalla seconda metà del XVII secolo e le merlettaie che si
appropriarono di questa tecnica vivevano a Casteldelfino, Pontechianale,
Bellino e Sampeyre. Il merletto dell’Occitania
italiana si contraddistingue dal fondo eseguito a "Point de
Paris"; gli altri punti sono il punto tela, il mezzo punto, il point
cannage, point d'esprit e le point à la rose. Un'altra caratteristica è il
contorno dei disegni con un filo grosso e lucente chiamato
"cordonnet" che crea in questo merletto, una unicità
nei confronti dei merletti realizzati nel resto d'Italia. Il merletto Occitano
era nato per ornare le cuffie del costume tradizionale femminile (béro) ,
talvolta anche quello maschile.


Fuselli della Val
Varaita e Chianale
Con il declino di questa tradizione sembrava che questa
lavorazione fosse destinata a scomparire, ma tra il 1900 e il 2000, due persone
si interessarono a tenere viva l'arte del merletto: il Colonnello Michele Bes
(1872-1953) e l'Avvocato Giampiero Boschiero, che ancora oggi segue
l'Associazione Pouiéntes d'Oc (merletti Occitani). L'Associazione si occupa
dell'insegnamento dell'arte del merletto, in alcune scuole elementari.

Merletti di Cuneo
Costume tradizionale

Cuffia del costume
tradizionale delle Valli Occitane (béro)
Durante l’estate, in occasione delle feste padronali, si
possono vedere donne, uomini e bambini, in costumi tradizionali. L’abito in
Alta Valle è nero con tre grandi pieghe sciolte sul dorso. E’ arricchito da uno
scialle dai colori vivaci e in testa si porta una preziosa cuffia dalla tesa
molto ampia e realizzata in merletto a fuselli: a volte occorrono centinaia di
fuselli per portare a compimento questo capolavoro.
Pragelato (Torino)
Pragelato testimonia la lavorazione del merletto nei suoi
bellissimi costumi tradizionali. La "barette" è la cuffia per le
grandi occasioni : matrimoni e feste patronali, è confezionata in organza
azzurra o in lino bianco ( nel caso di lutto) ed i pizzi che la ornano sono
realizzati al tombolo .
Bardonecchia (Torino)
Pochi sanno che in Alta Valle di Susa,
a Rochemolles, si faceva il merletto al tombolo e che nel Museo civico di Bardonecchia
è conservato un antico tombolo completo di merletto, fuselli e “crocca d’ fà
pountzetta”, ovvero l’attrezzo tutto intagliato che, piantato nel terreno e
tenuto tra le ginocchia, faceva da supporto al tombolo in fase di lavorazione
del pizzo.
A Melezet, frazione di Bardonecchia,
l’arte del merletto è ancora conservata e tramandata nell’ambito familiare.

“Crocca d’fa
pountzetta”
Il
merletto a Rochemolles è stato portato da Isabella de Serre, una bella e nobile
dama di Oulx, moglie di Lorenzo De Ferrus nel 1620- 1630.
Nel
passato, tale produzione costituiva una valida risorsa economica per il piccolo
villaggio alpino. Infatti le donne valsusine che indossavano il costume si
rifornivano a Rochemolles di pizzi per adornare i loro abiti ed in particolare
le cuffie.
(Dalila Souberan)
A Bardonecchia c'è una scuola del merletto, essa ospita numerose
ragazze che vogliono apprendere a lavorare con i fuselli. Si lavora con filo
continuo e si usano da otto a trecento fuselli per volta: quando si sbaglia si
ricomincia da capo .
Alle pareti dell'aula della
scuola è possibile ammirare alcune opere: della frutta policroma tipica di
Melezet, il simbolo delle olimpiadi del 2006, alcuni sciatori realizzati in
filo nero, e vari altri pizzi.
A Bardonecchia, presso il"Museo Civico",
si possono vedere i vari attrezzi del passato tra cui un tombolo
e alcune cuffie del costume tradizionale.

Lavorazione del
merletto di Bardonecchia

Antico tombolo di
Bardonecchia che tanta storia ha da raccontare!
(L'autrice delle fotografie è la Signora
Paola Tirone)
Castellamonte ( Torino)
Nel settembre del 2004, in concomitanza della 44° Mostra della
Ceramica, si è svolta a Castellamonte la 1°” Mostra di arti Applicate”. Per
la sezione” Ricerche ricamate” erano esposti venti straordinari "capolavori" di ricami
"avanguardisti" degli anni '50, molti dei quali assolutamente
inediti, realizzati nella sezione di merletto e ricamo dell'Istituto Statale
d'Arte "Felice Faccio" di Castellamonte guidata da Caterina Cattarello.
La sua eccezionale capacità di sperimentazione -influenzata dal Movimento Arte
Concreta- era stata riconosciuta anche alle Triennali di Milano cui avevano
preso parte in quegli anni.
Castello di Castagneto Po ( Torino)
Mostra: “ll vento dal Settecento
all'arte contemporanea”
Organizzata dall’Associazione Arti al Castello in collaborazione con la Fondazione Torino Musei., la mostra è stata accolta nelle sale del castello. Si sono potuti ammirare preziosi e delicati ventagli che fanno parte della collezione Cesari, realizzati tra il Settecento ed il Novecento, alcuni appartenuti a principesse e nobildonne, a volte le appartenenze sono attestate da corone nobiliari.
Alcuni recano date oppure le firme degli artisti che li hanno realizzati; finissimi pizzi, ricami, dipinti, piume, sono tanti capolavori che splendono nelle teche in cristallo.
E’ una collezione
rara, emozionante, che viene in parte esposta, per la seconda volta, dopo la
mostra di Roma, a Palazzo Ruspoli nel 1996. E’ quindi questa rassegna
l’occasione per poter ammirare ventagli veramente unici, ospitata nelle sale
per primo piano del Castello di Castagneto Po. Nelle serre e all’esterno invece
trova luogo una mostra d’arte contemporanea. Il tema del vento nell’arte di
oggi non è il vento del romanticismo, né la leggerezza e l’ariosità del
ventaglio, bensì un vento fatto di soffi leggeri, di brezze, di piccoli
spostamenti.

Ventagli raccolti in
un libro: una collezione affascinata dal mondo del costume e della moda apre in queste pagine i suoi
ventagli, raccolti con appassionata dedizione: fragili, preziosi, spesso
eccentrici capolavori in avorio e merletto, madreperla e seta, argento e piume,
“ariosi” segni di aristocratica eleganza.
“Il Castello di
Castagneto Po è la nostra dimora famigliare. […] Detesto l'immobilità.
L'immobilità è come la morte. Amo il mare perché è in continuo movimento. […]
Cercando un'idea originale, ho pensato di mescolare l'antico e il
contemporaneo, trovando ogni volta una relazione tra l'antico e il moderno. […]
Quest'anno […] ho pensato ad una mostra il cui
tema centrale fosse il vento: una raccolta di ventagli realizzati tra il
Settecento e il Novecento, ed un'esposizione nelle serre e negli spazi del parco
di arte contemporanea. Così ho cacciato fuori dalla mia vita 'l'immobilità'.”
Marisa Bruni Tedeschi
Articolo sulla mostra di Roberto Barzi, tratto dal
sito: www.extrart.it
Una mostra dedicata al vento, come all'aria mossa dai ventagli
delle eleganti dame del Settecento, ma anche al vento re-interpretato da
artisti contemporanei: si sta parlando della originale esposizione -
inauguratasi lo scorso 9 giugno presso il Castello di Castagneto Po (TO) -
intitolata Il vento dal Settecento all'arte contemporanea. Organizzata
dall'associazione “Arti al Castello” di Castagneto Po - più precisamente dai
loro proprietari: il nucleo familiare dell'ingegnere Alberto Bruni Tedeschi,
padre delle celeberrime sorelle Valeria, attrice e regista cinematografica, e
Carla Bruni Tedeschi, famosa “Top model” -, in collaborazione con la fondazione
“Torino musei”. All'interno delle stanze dell'armonioso castello è stata
collocata la “collezione Cesari”, formata da ventagli eseguiti fra il
Settecento e il Novecento mentre nelle serre e, soprattutto, nel parco sono
collocate le opere d'arte contemporanea. Un sodalizio tra l'eleganza remota e
il design odierno, intenzionalmente ricercato che, considerata la sede,
sembrerebbe riuscito. Tutto questo apparirà apprezzabile attraverso i
bellissimi ventagli d'epoca - in mostra assieme alle elaborazioni visive
contemporanee - adoperati dalle gentildonne del Settecento e dell'Ottocento
durante i sontuosi ricevimenti, per potere sfoggiare le loro ricchezze e,
naturalmente, il loro gusto artistico. O, ancora, per celarsi il volto, per
gettare agli uomini sguardi eloquenti e, ovviamente, per farsi vento ed ora
abbinati ai lavori di alcuni tra gli artisti contemporanei più menzionati sia
dalla critica che dagli addetti ai lavori. “Il ventaglio - dichiarano gli
organizzatori - è nato come oggetto di lusso, piccola opera di manifattura che
a più riprese fu censurata per i costi troppo elevati dalle leggi contro il
lusso, anche se mai, dal Cinquecento, il ventaglio pieghevole ha abbandonato il
corredo delle dame di corte. La leggerezza, la natura estemporanea del gesto,
l'ariosità, sono tutte caratteristiche che dalla collezione di ventagli sono
stati assunti come criteri di lettura ed interpretazione dell'arte di oggi,
invitando alcuni artisti dell'ultima generazione italiana a misurarsi col tema.
L'intento è quello di vedere in che modo, leggerezza, ariosità, estemporaneità,
possano essere codici comuni al contemporaneo”.
Il vento, che oggi si muove nell'arte, non è certamente la brezza impetuosa
dell'epoca del “romanticismo” o quello enfatico, fatto di superfici e volute,
del luminoso periodo “barocco”, al contrario è un vento variegato “composto” da
folate delicate, da zefiri, da “sospensioni” che esalano, ed esaltano le opere
odierne nello spazio, senza alcuna ridondanza e drammi. Gli artisti ospitati
nelle sale e nel parco si dilettano invece a giocare con l'aria ed il soffio
del vento, così come con l'armonia, l'estro e il disincanto. Mario Airò, ad
esempio, espone la “installazione” Quando l'ombra si stacca da terra,
un aquilone sospeso a pochi centimetri dal terreno, con dei sottili ramoscelli.
Sabrina Mezzaqui, invece, presenta Le parole tra noi leggere, un'opera
dove ben cinquecento minuscoli “origami” in carta si sagomano per mezzo del
soffio, in cui la carta impiegata è stata tratta dai fogli di un romanzo
composto dalla sottigliezza delle frasi che madre e figlio si scambiano.
Scuole ed Associazioni
·
Associazione “Castellinaria”
Porte (TO)
Finalità dell’Associazione:”
Ricucire con ago e filo i ricordi della tradizione e unirli ad attività ed
espressioni creative. Ricerca storica, insegnamento delle arti applicate.”
·
Associazione"Poientes d'Oc" Sede
P.sso Museo Civico di Cuneo
Via S. Maria 12100 Cuneo
Per info.Avv. Dott. Giampiero Boschiero Saluzzo(CN)
·
Associazione"Il Tempo
Ritrovato"(dal 2002)
Insegnante Sg.e Assunta
e Teresina Chiotti Saluzzo
(Cuneo)
Per info. Ufficio Cultura : cultura@conune.saluzzo.cn.it
http://www.comune.saluzzo.cn.it/Cultura/manifestazioni/tempo%20ritrovato.htm
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Musei e Mostre

tombolo di Coumboscuro
Museo
Etnografico
Coumboscuro (Cuneo)
http://www.vallidicuneo.net/coumboscuro_museoetnografico.htm
Museo
Etnografico
Casteldelfino (Cuneo) Tel-0175-95242/45235
In questa mostra ci sono
oggetti della tradizione occitana: cuffie e merletti realizzati al tombolo.
" Museo Civico di Cuneo”
Via S. Maria 10
http://www.comune.cuneo.it/settori/cultura/museo.html
Presso questo Museo si possono ammirare costumi del XVIII-XIX
secolo, arricchiti di merletti a fuselli. Il Museo ospitò nel 1987 un corso di
insegnamento per il merletto
·
“ Museo dell’ombrello e del parasole “
Gignese (Novara) Tel.0323-20067
Presso questo museo si possono vedere ombrelli e parasoli in
tutte le fogge, tra cui un parasole in merletto nero.
" Museo Civico d’Arte Antica”a
Palazzo Madama
Torino
http://www.comune.torino.it/palazzomadama
In questo museo si trovano delle bellissime cuffie piemontesi e
valdostane
·
" Museo Civico Etnografico"
Via Des Geneys, 6 Bardonecchia (Torino)
Tel.0122-902612
Raccoglie anche pizzi
realizzati al tombolo
http://rupestre.net/archiv/tpop11.htm/A/P
·
"Museo del costume tradizionale delle
genti alpine"
Borgo vecchio
Ruà Pragelato (Torino)
tel.0122/78904-78800
Molto
belli sono in particolare gli abiti femminili e autentici “pezzi unici sono le
toque, i caratteristici copricapi a forma di ventaglio aperto ornati da nastri
colorati di seta e di velluto, con un nastro di lana ripiegato a U e portato
appoggiato alla schiena per trattenere il cappello in caso di vento, o le
barette, la variante della toque per le feste, realizzata in organza ricamata e
ornata di pizzi lavorati al tombolo.
·
Museo Nazionale della Montagna “ Duca
degli Abruzzi”
Club Alpino Italiano - Sezione di Torino
Via G.Giardino 39 - Torino
tel 0116 604 104
fax 0116 604 622
direttore: Aldo Audisio
http://www.museomontagna.org/
Al piano terra si può ammirare
una vasta collezione di costumi tradizionali della Valli di Lanzo, Susa,
Varaita e Orco.
·
Mostra permanete del “Puncetto”
Presso il Municipio di Fobello , Vercelli
per info. O163
55002
Espone esemplari della tipica trina ornamentale valsesiana, utilizzata
soprattutto per arricchire i costumi delle donne della valle.
Ringraziamenti
Per la collaborazione si ringrazia la Signora Paola Tirone e i
siti:
http://www.occitania-torrette.it/pouientesdoc.htm
http://rupestre.net/archiv/tpop11.htm
http://www.occitania-torrette.it/pouientesdoc.htm
http://www.vallevaraita.cn.it/estate/tradizione.html