Oro e argento

 

Storia

 

Fin dai tempi più remoti i potenti della terra hanno amato arricchire i propri abiti di pietre e metalli preziosi.

Gli egiziani avevano giacimenti dove abbondava l’oro e l’argento: l’oro veniva usato per collane, monili, acconciature per capelli e decorazioni per gli abiti da parata.

Gli etruschi invece cucivano delle piastrine d’oro nelle loro tuniche e i bizantini realizzavano magnifiche stoffe con inserti d’oro e d’argento.

In Cina, una recente scoperta archeologica ha portato alla luce in una tomba due abiti funebri, simili ad armature di tessere di giada, unite con fili d’oro( 2498 tessere e 1100 grammi di fili d’oro), indossate dall’imperatore Liu Sheng, re di Zhongshan e della moglie Dou Wan. Questo abito era chiamato “ abito di giada e fili d’oro”. Secondo i documenti storici, nel 154 a.C. Liu Sheng divenne re di Zhongshan, rimanendo sul trono per 42 anni.

 

C’è da premettere che l’oro è un materiale che non si presta ad essere ridotto in filo sottilissimo per poterlo poi tessere. S’impiegava quindi per tale scopo l’argento dorato a titolo altissimo. Thomas Garzoni scrisse nel 1592 qualcosa su questo argomento e anche il Savary sul “ Dictionaire universal de Commerce………….alla voce “ filé d’or, filé d’argent,; filiere, or, lame, ci racconta: “La verga d’argento veniva ridotta in forma cilindrica e poi dorata con foglia oro; la doratura era così bella e perfetta che nel tempo sarebbe durata a lungo e sarebbe stato difficile capire che non fosse un filo interamente d’oro. Il filo così dorato, passava attraverso la filiera per 140 volte, occorrevano 5 trafile di diverse misure. Alla fine il filo d’oro era sottile come un capello, si aveva ottenuto l’oro tirato. Il filo comunque aveva una forma rotonda e quindi lo si batteva tra due cilindretti d’acciaio per trasformarlo in una lama dorata. La lamina veniva avvolta o filata attorno alla seta, in questo modo si aveva ottenuto l’oro filato. Nei tessuti più pregiati si introduceva la lamina così come stava.”

I “ Batti oro” e i “ tira oro erano due professioni ben diverse, ma a Venezia erano consociate ed ecco che si creano le Scuole dei Battitore e Tiraoro.

A Venezia, i tessuti i ricami le passamanerie e tutte le guarnizioni ricercate sono state soggette alle leggi suntuarie, emanate dal magistrato alle Pompe.

Aggiungiamo che nel Medio Evo l’oro che si filava a Cipro aveva raggiunto grandissima fama. De Mas Latrie (Histoire de l’ile de Chypre) scrive su questo argomento : « aurum filatum, or fillé de Chypre, cordonnets ou fils d’or passés sur la soie »(oro filato, o oro di Cipro, cordonetto di filo d’oro passato sulla seta).

 

 

Nel XIII secolo, Jean de Meung e Guillaumew de Lorris, scrivevano:

“ Le roman de la rose”§

 

Veste Ricchezza porpora ed oro:

l’abito vale più di un tesoro…

….L’abito rosso tutto frangiato

è interamente istoriato

d’oro e di pietre riluccicanti:

storie di duchi e di regnanti.

Vedo ch’è ornata la scollatura,

e riccamente, d’una bordura

d’oro intarsiato: smalti e nielli.

Splendono i fili resi più belli.

Tante e poi tante splendide cose ,

ve l’assicuro: pietre preziose,

perle, rubini, ambre, diamanti:

luci e riflessi quasi accecanti

 

 

 

Miniatura tratta da “Le Très riche heures du Duc de Bery”,1410-1411

Fratelli Limbourg

I personaggi indossano vesti con ricami e tessuti in oro.

 

 

 

 

 

 

In vari racconti mitologici e nelle fiabe popolari spesso s’incontrano oggetti magici come il “Vello d’oro” o “ragnatele di fili d’oro” tanto sottili da essere invisibili. Dai miti mesopotamici a quelli greci fino ad arrivare a fiabe come “Tremotino” dei Fratelli Grimm in cui un personaggio (alquanto oscuro per la verità) trasforma la paglia in filato d’oro, la letteratura spesso ricorre a metafore sull’impossibile o soprannaturale dell’oro trasformato in fibra. In generale comunque qualsiasi oggetto, se fatto d’oro, acquista poteri magici che vanno oltre all’uso specifico dell’oggetto stesso (vedi un vaso d’oro, il Vello d’oro stesso, il calice d’oro usato nella Messa Cristiana o anche solo il falcetto d’oro di Panoramix).

Tessuti d’oro, fino ad ora non sono mai stati realizzati. Quello che vediamo per esempio nei paramenti sacri, nei tessuti più lussuosi, in alcuni sari indiani sono generalmente dei nastrini metallici sottilissimi avvolti attorno ad un filato di cotone o seta. Altrimenti sono sempre dei nastrini tessuti assieme alla trama o l’ordito di un tessuto di fibre convenzionali.

Recentemente la ricerca sulle fibre sintetiche ha potuto creare delle fibre che conducono l’elettricità in superficie, così da poter essere metallizzate tramite deposizione galvanica (un deposito sottilissimo di metallo tramite il passaggio di corrente in una soluzione di sali metallici.

La tecnologia e le conoscenze necessarie per la realizzazione di un tessuto in metallo sono relativamente recenti. Solo negli ultimi 30-40 anni in fatti si sono prodotte delle trafile che permettessero la trafilatura del metallo fino alle dimensioni di una fibra tessile. Prima di allora i fili così sottili venivano ottenuti attorcigliando delle piccole piattine (era impossibile realizzarne più di pochi centimetri per volta). Qui vi presento un tessuto realizzato interamente in oro.

 

 

 

Tessuto sul telaio

La mia idea, ormai da una ventina d’anni era quella appunto di materializzare il mito, di creare un oggetto che è sempre esistito ma solo nella fantasia e nell’immaginario umano: il tessuto (e possibilmente in futuro il velo) d’oro. Non voglio scendere ulteriormente in dettagli tecnici, dico solamente che gli ostacoli sono stati innumerevoli: dapprima per riuscire a trasformare un lingotto in un filo così sottile (circa 8 volte più sottile di un capello), poi per riuscire a creare una certa quantità di questo filo, poi per adattare le tecniche tessili ad un materiale che ha proprietà fisiche molto diverse dalle fibre convenzionali (prima di tutto la totale mancanza di elasticità, poi una tendenza a creare attriti).

 



La ricerca è stata molto faticosa, spesso ho realizzato e costruito attrezzature che si sono rivelate inadatte. Ogni “fallimento” però è stato un passo avanti verso un risultato positivo. In fondo stavo navigando in acque inesplorate e dovevo accumulare e fondere assieme conoscenza e sperimentazione.

Qui vi presento un’anteprima del mio progetto: sto realizzando un fazzoletto in oro 18 carati ed oro 22 carati.

 

   

 

Tessuto in oro 18k (ordito) e oro 22K (trama)

 

Ogni fase della manifattura di questo oggetto è stata eseguita a mano da me, partendo dalla materia prima (un lingotto d’oro puro è stato legato nelle giuste proporzioni con rame ed argento, fuso, laminato, trafilato, intrecciato, tessuto ecc…).

- Il tessuto è realizzato con oro 18 carati per l’ordito e 22 carati per la trama.

- Il tessuto ha 20 fili per centimetro in ordito e 38 fili per centimetro in trama.


Fili d’oro


- Ogni filo è stato realizzato intrecciando 291 fibre di oro del diametro di circa 7 micron (una singola bava di seta ha un diametro di 12-15 micron, il cashmere da 13 a 15,8 micron).

- Per la realizzazione del tessuto del fazzoletto che misura 26x26 cm ho impiegato 107,4 Km di filo.

- Il tessuto pesa 77, 88 gr. (1,152 Kg al metro quadro)

- Al tatto il tessuto risulta morbido come la seta ma ovviamente molto più pesante (circa 15 volte di più).

Nelle immagini si possono vedere alcune delle fasi di tessitura ed alcuni esperimenti che sto facendo per creare un bordo di merletto al tombolo attorno al tessuto.

L’immagine sottostante rappresenta l’intrecciatrice: un dispositivo manuale che ho costruito che fa percorrere a tre fuselli un percorso a 8 creando appunto una treccina. Ho costruito il telaio delle dimensioni apposite ma senza licci, la costruzione dei licci avrebbe impiegato più tempo della tessitura con l’ago.

 



Le prove di merletto sono eseguite con il filato a 22 carati (è più rosso) ho dovuto lubrificare il filo con della paraffina (la lampada sul tombolo aveva la duplice funzione di illuminare e di scaldare il lavoro a 80-90 gradi in modo da ammorbidire il lubrificante. Prima di iniziare il lavoro dovevo in pratica “scaldare il tombolo”.

 
L’immagine mostra le fibre di oro (giallo scuro) e delle fibre di seta (giallo chiaro) al microscopio.

Le prove al tombolo sono di punto tela, mezzo punto, punto gelosia e le palmette d’oro.

 

   

 

  

Tutto questo è il frutto di 20 anni di ricerca nella metallurgia dei metalli preziosi e nella tessitura. Il lavoro pratico sul fazzoletto mi ha impegnato a tempo pieno dal 5 maggio 2009. Ora devo fare il filo per il bordo di pizzo, disegnare il bordo stesso e realizzarlo. (Arachne, 22 Gennaio 2010)



 

Ringraziamenti

Si ringrazia vivamente Arachne per l’ampia collaborazione nel raccontare la sua esperienza su questa difficile ed elaborata ricerca. Siamo onorati di avere tra le nostre pagine di storia e attualità sul merletto, idee di innovazione che spingeranno il merletto verso nuove frontiere.

 

 

A seguire una traduzione tratta da:

Gold and Silver Lace, Jourdain, M. The Connoisseur, Vol. 17 (1906)

 

 

 

Continua II parte

 

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§Tratto da “Storia della bellezza “a cura di Umberto Eco, Bompiani