“ Merletto di Teneriffe “

 

“ Roseta Tenerife”

 

Il merletto di Teneriffe è un merletto eseguito ad ago,  prende il nome dal suo luogo di origine cioè l’isola di Tenerife, la più grande isola delle Canarie. Qui viene chiamato “ Roseta”, e viene realizzato sopra un piccolo cuscino che porta il nome ”piquè”. A Vilaflora è una lavorazione particolare di lunga tradizione, dove le rosette vengono unite insieme, questa particolare trina ha preso il nome “merletto di Vilaflor”.

Si è diffuso nel XVI e XVII secolo in Spagna con il nome di “Soles” (merletto- sole) : veniva realizzato con filati di seta, lino o cotone.

Anche nell’isola di Chios, in Grecia, si è visto del merletto con questa tecnica.

 

 

 

La lavorazione è molto semplice, su una base di cartone rigido, caucciù, celluloide, legno o metallo, si creano dei moduli che possono essere rotondi o quadrati tramite il passaggio dei fili sui dentini che sporgono. Successivamente i fili vengono fermati nei più svariati modi con l’ago, dipende dalla fantasia della merlettaia. Anticamente si usava come supporto anche un cuscinetto realizzato come un puntaspilli rotondo, la copertura superiore era in cuoio o pelle molto spessa e la circonferenza era attorniata da spilli puntati uno vicino all’altro, dove si sarebbero agganciati i fili tesi.

 

Varie fasi durante la lavorazione*

 

Moduli quadrati*

 

 

 

 

Libri

 

Libro della DMC edito nel 1900

 

         

 

Libro del 1904

 

Libro pubblicato nel 1909 dalla scuola di ricamo di Manchester

 

 

Merletto con inserti di Tenerife

Lavorazione con punto a giorno e inserti di Tenerife§

Il merletto Tenerife in Italia

Questa lavorazione era diffusa ovunque, anche se oggi non è molto praticata. Attualmente in Italia, per questa tecnica, si distingue Anna Castagnetti da Verona, che lo assembla con altre tecniche con un gradevole e armonioso risultato; si è presentata al Terzo Forum Internazionale del Merletto di Rimini con questa tecnica.

Anna ha mescolato l’hedebo con il Tenerife

Particolare del Tenerife

Per capire come si procede con questa tecnica, mi ha aiutato Mariella, che l’ha insegnata anche ai suoi bambini dell’asilo.

  

Tenerife realizzato da Maria Rosaria Apicella, Nocera Inferiore (Salerno)

e da Rachele

Biglietto di auguri per la festa della mamma, il fiore è realizzato da bambini di 5 anni con la tecnica del Tenerife ( courtesy Mariella )

 

Metodo di esecuzione by Mariella

Per lavorare il merletto Teneriffa è necessario avere un apposito telaietto, in mancanza del quale si può ovviare costruendosene uno in cartoncino.

  1. Si prende un cartoncino abbastanza resistente sul quale viene imbastita una tela chiara;
  2. Con la matita si segna il centro del cerchio che si verrà a tracciare con il compasso si traccia il cerchio che avrà il diametro a seconda della misura del pizzo che si vorrà realizzare  (fig1)

  1. Si divide la circonferenza in tante parti quanti sono I raggi che si vogliono ottenere
  2. Con un punteruolo si fanno dei buchetti a distanza di 5, 6 mm sulla circonferenza

  1. Con un filo resistente si fa una sfilza da un buchetto all’altro e si torna indietro per coprire tutta la circonferenza.

A questo punto inizia la lavorazione con il tracciare I raggi…….

Tagliare una gugliata lunga circa la misura che risulta moltiplicando il diametro per il numero dei fori della circonferenza ed aggiungendo ad esso un terzo del  risultato (diametro=5cm. Buchetti=18  18x5=90; 90:3=30; 90+30=120)

Per lanciare I raggi si fa uscire l’ago al centro del cerchio e si porta il filo dal centro l’alto facendolo passare sotto un punto della sfilza e rientrando nel punto vicino lo si porta dall’altra parte del cerchio, facendolo passare sotto un punto della sfilza e rientrando in quello vicino (fig3)

 

Mariella conserva dei vecchi telaietti, in varie forme appartenenti ad una vecchia zia, una vera reliquia.

foto, courtesy Mariella

 

 

 

I moduli rotondi sono stati realizzati alla fine del 1800, quelli quadrati nella seconda metà dell’800 ( collezione privata Rita Sciamanna, Verona)

 

 

 

 

Il merletto Tenerife in Svizzera

 

Carla Guzzi conserva con tanto amore, alcuni merletti appartenuti a due signore non più in vita, Angelica e Savina. Tra queste trine si trova un cartoncino tondo con dei fili lanciati………….Carla non era a conoscenza di questa lavorazione ed ora ha scoperto cos’è questo cerchio magico di cartone!

Il cartone misura cm. 35 di diametro.

 

        

Inizio della lavorazione

                       .

 

 

Il merletto Tenerife in  Paraguay, Brasile, Venezuela

 

 

Gli spagnoli lo hanno esportato anche in Paraguay, Brasile e Venezuela dove oggi è conosciuto con il nome di “nanduti”, che significa “ tela del ragno”

 

In Paraguay, la comparsa del “nanduti”, risale al XVIII secolo,  gli indigeni lo acquisirono dagli spagnoli, ne variarono il modo di esecuzione,  lo elaborarono nella foggia e nei colori,  per  poi ornare i loro abiti. In questo paese è riconosciuto come un elemento rappresentativo dell’artigianato paraguaiano. Nel dicembre 2002, si è inaugurato a Itaguà ( 30 Km. da Asunción) il primo Museo Comunitario dei prodotti fatti a mano del Paraguay: qui si trova anche il merletto “ nanduti”. Come tutte le altre forme artigianali anche questa si tramanda di generazione in generazione tramite il filo della memoria.

In Paraguay la lavorazione del Nanduti viene praticata direttamente sul tessuto teso sul telaio( courtesy Rose Allen)°

 

Tovaglie con inserti di nanduti(courtesy Rose Allen°)

 

 

 Molte signore si sono riunite in una associazione “Grupo Artesanal Ñanduti” e hanno costituito un “museo vivente”, essendo le depositarie di un patrimonio appartenente al passato della loro comunità.

 

 

Abiti folkloristici paraguaiani

 

Grazie alla grande disponibilità e cortesia del poliedrico Giorgio Boccia, possiamo vedere alcune opere  paraguaiane che ha acquistato ad Asunciòn e Itagua,  le ha fotografate e ne ha permesso la pubblicazione; queste opere sono realizzate con grande maestria e fantasia di colori e motivi. Tutte le immagini ingrandite si possono visionare sul suo sito.

 

 

Tovaglie ricche di colori,  motivi di varie forme sparsi al centro

 

bordo con angolo

 

 

 

 

 

 

 

In Brasile, il nhanduti è legato ad una leggenda: “ Si narra che una indigena non si dava pace per la scomparsa del suo amato, egli era un guerriero e quando venne ritrovato, il suo corpo era coperto da una ragnatela tessuta in un modo da sembrare un prezioso velo. La donna immediatamente cercò di copiarlo con ago e filo. Così nacque il primo merletto nhanduti in Brasile”.

 

 

A San Paolo del Brasile si trova il Museo “Casa das Culturas Indigena”^, oltre al merletto a fuselli ( renda de Bilros) , ai ricami a fili tirati ( renda de crivo), al rinascimento e al macramè( renda de abrolhos) viene conservato anche questo tipo di merletto.

In Venezuela porta il nome “” Bordado de soles de Maracaibo” e presso l’Università di Zulia a Maracaibo, si vorrebbe creare un corso, per non perdere le tracce di una tradizione remota, a tal proposito è stato scritto anche un libro.

Già nel  1894 Tina Frauberger scrisse un libro “Spitzenkunde “ dove da la spiegazione su come si esegue il “soles del Brasile”, si può vedere la foto di un grande lavoro realizzato con questa tecnica(pag.123).

 

Ecco alcuni motivi caratteristici brasiliani:

   

 

 

Fàtima Lopez e Aletta Lopez, ballerine argentine con i loro abiti flolkloristici fatti di merletto nanduti, nelle ampie maniche ci sono inserti di filet

 

Teneriffe in Finlandia

 

http://www.tkukoulu.fi/~rimpimai/aurinkopitsi/index.htm

http://cc.joensuu.fi/~tkkroger/erikoislankatyot/aurinkopitsi.htm

 

 

E’ vietata qualsiasi forma di riproduzione, anche parziale, di questa e di tutte le pagine del sito.

 

Ringraziamenti

Ringrazio vivamente Giorgio Boccia, Rose Allen, Mariella, Maria Rosaria, Carla, Rachele e Rita Sciamanna per la loro piena disponibilità, ringrazio ulteriormente i siti:

 #http://www.paraguayhechoamano.org/phamesp.htm

° http://www.capitolviewconsulting.com/

§Biblioteque D.M.C. « Les jours sur toile » II serie, Therese de Dillmont

*Biblioteque D.M.C. « Dentelle Ténériffe » Therese de Dillmont

Questi due libri sono scaricabili in PDF dal sito dell’university Arizona: http://www.cs.arizona.edu/patterns

^ Casa das Culturas Indígenas: rua Augusta 1.371 , loja 07 - Galeria Ouro Velho - São Paulo  http://www.iande.art.br/museu/museuvirtual.htm

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