Il merletto di Borris

Questo tipo di merletto appartiene alla famiglia del  Punto Rinascimento e prende il nome dall’omonimo villaggio che si trova nella contea di Carlow in Irlanda. La costruzione della trina viene eseguita principalmente partendo dalla fettuccia che contorna il disegno e per la sua particolare foggia è un merletto unico e raro. Come possiamo notare, le particolarità di questo disegno sono i motive a barrette che sono racchiusi dalla fettuccia e come potremo vedere nell’immagine successiva del polsino, le barrette si trovano all’esterno del motive e all’interno troveremo la rete. Si deduce che dallo stesso disegno con una varietà di punti si potevano realizzare merletti diversi e di piacevole foggia.

Storia

Tra la lussureggiante vegetazione di Carlow si trova la prestigiosa residenza, “The Borris House”, attualmente questo castello è adibito a banchetti e soggiorni ma un tempo era la residenza della nobile famiglia Kavanagh.

“The Borris house”

Nel 1846, a causa di una grande carestia che durò 7 anni, la popolazione irlandese versava in forte miseria e disperazione. Lady Harriet Kavanagh, pensò di fare qualcosa per la gente che viveva nelle sue terre e le venne un’idea. Durante un suo viaggio nell’isola Greca di Corfù acquistò alcuni merletti e così fece anche a Venezia, Genova e Milano. Prendendo spunto da questi manufatti cercò di creare un merletto diverso e che avesse delle sue peculiarità. Nell’epoca vittoriana i merletti erano ancora di gran voga e molte persone tra le conoscenze della lady, mosse da scopi filantropici, sponsorizzarono questa nuova attività. Iniziò così la nascita del merletto di Borris.

La fettuccia veniva eseguita a mano, in seguito venne sostituita da quella meccanica; venivano acquistate grandi quantità di nastrino meccanico presso la SA Sands and Co”Manifattura di merletti e reteche si trovava al 26 Stoney St, a Nottingham.

 

 

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Fazzolettino in Borris lace, Museo nazionale d’Irlanda

 

Nel 1855 il figlio di Lady Harriet, Arthur, si sposò con la cugina Frances Mary Forde Leathley che aveva la passione per i merletti e la floricoltura. La giovane sposa diede la sua piena collaborazione alla suocera per incrementare la già fiorente attività. Ogni settimana, presso una scuola protestante si tenevano dei corsi di aggiornamento e veniva distribuito il materiale con le direttive del lavoro da realizzare. Le merlettaie principianti iniziavano nell’eseguire piccoli quadrati, poi gradatamente anche dei piccoli bordi. Frances Mary progettava i disegni ed era molto esigente, desiderava che il lavoro fosse perfetto altrimenti avrebbe usato le forbici eliminando così il manufatto. Come la suocera, si era fatta una buona cultura osservando bene l’esecuzione meticolosa dei merletti europei.

Nel 1860 la produzione artigianale diventò ben presto una vera industria e per la vendita, oltre alla famiglia Kavanagh, venne assunta nel 1876 una signora (Mrs. Poor) che guadagnava una principesca ricompensa annuale di 12 sterline, ma nessuna percentuale sulla vendita. Successivamente presero il suo posto Rebecca Devine, Purdy e l’ultima fu la signora Jacob. Nonostante queste figure professionali siano state importanti per la sopravvivenza del merletto, le persone di spicco comunque sono sempre state le due donne della famiglia Kavanagh.

Il merletto acquisì fama tanto da essere richiesto persino in Russia ad adornare gli abiti da cerimonia.

 

Nel 1884 venne istituito un comitato per la promozione del merletto irlandese e Frances Mary ne fece parte offrendo la cifra di 2 sterline come primo premio in un concorso volto a incoraggiare idee nuove nel disegno. L’opera vincitrice doveva essere un disegno da poter realizzare in qualsiasi tecnica di merletto. Non si è a conoscenza se il merletto di Borris ha vinto qualche premio.

 

Tra il 1912 e il 1927 la CompagniaIrish Linen Stores”acquistò dalla famiglia Kavanagh notevoli quantità di merletti, nel contempo continuavano le ordinazioni da parte di amici della famiglia o conoscenze di amici. Tra questi clienti privati, c’era chi non pagava così prontamente e si trovano alcune annotazioni, a tal proposito, nel libro contabile dell’azienda.

 

Il primo conflitto mondiale segnò il declino di tutti i merletti europei. Nel 1930 un parroco, padre Murphy, cercò di rilanciare l’artigianato e venne organizzata una esposizione in un grande albergo di Dublino. In questo periodo la signora King vinse il primo premio in un concorso presentando una tovaglia d’altare.

Quando si sostituì la fettuccia fatta a mano con quella meccanica, il merletto di Borris venne chiamato “Tape Lace”.

Nel 1960 solo tre merlettaie producevano il merletto di Borris, gran parte di questo veniva esportato in America.

 

Oggi non troviamo più le indicazioni originarie per l’esecuzione del merletto, presso la Borris House, sono rimasti solo alcuni schizzi o semplici disegni, su appuntamento si può vedere l’intera collezione.

 

Attualmente è molto raro poter vedere un merletto appartenente ai primi eseguiti a Borris. Il Museo Nazionale d’Irlanda possiede un polsino arricchito da picots e treccine fatte ad ago ed altri merletti che appartenevano a Lady Harriet.

 

Polsino in merletto di Borris, Museo Nazionale d’Irlanda (1868). Possiamo notare il riempimento a rete all’interno del disegno e la piacevole leggerezza delle barrette all’esterno.

 

Collezione Borris House

Pubblicazioni

Oscar Wilde in un numero della rivista femminile che dirigeva a Londra “Woman’s world”, pubblicata nel 1888 “parla di Lady Harriet come una donna che ha saputo gestire molto bene la sua scuola e industria di merletti.

 

 

Copertina del libro “ The Borris House Collection”, pubblicato nel 2010

Annette Meldrum e Laurie Marie sono due merlettaie australiane con la passione dei merletti e uno spiccato talento per la loro catalogazione. Insieme hanno scritto un libro sulla collezione di merletti appartenenti allaBorris House”. Annette ebbe l’occasione di visionarli nel 2006, durante un suo viaggio in Irlanda, ne rimase affascinata e decise di studiarli più da vicino con il benestare della signora  Tina Kavanagh, moglie dell’attuale proprietario Andrew Kavanagh. Dopo un anno di ricerche sulla storia e la tecnica di questo merletto particolare e totalmente dimenticato ritornò a Borris e con l’aiuto del marito di Annette, George, catalogò meticolosamente ognuno dei 72 pezzi della collezione. Il lavoro durato 3 anni è sfociato nel lancio di un libro che si suddivide in tre sezioni. La prima sezione racconta la storia dell’industria, la seconda l’intera collezione di merletti in possesso della Borris House, e nella terza sezione  Laurie Marie presenta una rassegna di 16 progetti di varie dimensioni.

 

All’interno del libroVanishing Ireland” pubblicato nel 2011, c’è un articolo dedicato a Gretta Carter, l’ultima merlettaia di Borris.

“Vanishing Ireland” James Fennell & Turtle Bunbury 

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Gretta Carter, Borris Lodge Nursing Home

(immagine per gentile concessione del fotografo James Fennell)

Gretta Cniper Carter nacque nel 1921 e rimase ben presto orfana di madre, Brigide Fennel, che morì tre giorni dopo la sua nascita. Possiamo dire che nel suo DNA c’era già il profumo delle trine visto che la madre e la zia May avevano lavorato a lungo a Borris House. Gretta crebbe in casa Fennel e all’età di 21 anni si sposò con Paddy Carter. Mentre il marito era al lavoro Gretta aiutava zia May che nel frattempo era diventata supervisore, imparò i vari punti e la sua più grande soddisfazione è stata la realizzazione di una elaborata tovaglia per una star attrice americana, Mary Martin, madre di Larry Hagman.

Attualmente Gretta vede molto poco e le mani soffrono di artrosi.

 

Merletto ad ago irlandese in BrasileRenda irlandesa

In Brasile si esegue un tipo di merletto ad ago similare come foggia ed esecuzione al merletto di Borris, qui di seguito segnaliamo due video che ce ne dimostrano l’esecuzione.

http://www.youtube.com/watch?v=Rs9NEKkZz_Q&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=E_fjtpxH9WQ

 

 

Ringraziamenti

Ringrazio vivamente il fotografo James Fennell, che con grande entusiasmo ha concesso la pubblicazione della foto di Gretta.

 

 

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