Per la loro squisita cortesia, disponibilità e
collaborazione si ringrazia: Marlene Breu (Professor, Textile &
Apparel Studies Family & Consumer Sciences Department Western Michigan University),
Arzu Keles che ha introdotto il merletto oya
in Inghilterra, Janet Willoughby
(
instancabile viaggiatrice, cerca in tutti i modi di conoscere e diffondere le arti manuali del
mondo, Linda Caldwel proprietaria di un negozio
ad Istanbul e Ayse Aktan che ha fatto da tramite con un sito
turco per la pubblicazione delle foto, dove si trovano in vendita collane
di fiori di merletto.

Oya, Oyla in Turchia
Collezione di merletti oya, nella città di Bergama (
courtesy Marlene Breu)

Mazzolino
di fiori che viene messo per fermare il fazzoletto da testa



Merletti
che bordano fazzoletti da testa, yemeni ( courtesy Marlene Breu)
La Turchia è famosa per i suoi scialli e fazzoletti femminili da portare sul capo: sono molto colorati e i bordi vengono ornati con il merletto detto “Oya” o “Oyla”. Questo merletto è realizzato principalmente ad ago, ma anche all’uncinetto oppure tutte e due le tecniche insieme; un’altra versione, chiamata “boncuk oyalari” viene realizzata con le perline.

“boncuk
oyalari”
I soggetti richiamano la natura, sono di piccole dimensioni e molto colorati, la ricercatezza nel particolare è minuziosa e di buon gusto. Questa stessa tecnica viene usata in Grecia ( Bibila, in filato bianco o ecrù), e a Cipro ( filo bianco, ecrù e poco colorato). In tempi remoti si produceva anche nell’isola di Hydra. Con alcune pubblicazioni che insegnano la tecnica, l’oya si sta diffondendo in tutto il mondo, si hanno notizie che anche a Pittsburgh in America, Banu Turhan insegna l’oya. Questo tipo di merletto viene prodotto anche meccanicamente, ma l’effetto è ben diverso, non è tanto affascinante quanto lo sono le opere fatte a mano.
In
questa foto il merletto oya borda i polsi e la scollatura della casacca. ( courtesy Marlene Breu)
Oya, quando viene venduto nei mercati, è una esplosione di colori, l’occhio non può fare a meno di guardare, ammirare……….
Eccone un esempio!


( courtesy Marlene Breu)









Buoquet di
fiori in merletto” Oya”, alcuni scialli ed un curioso copricapo
ottomano(courtesy Janet, www.endsoftheearth.com.uk)
I
fiorellini di oya ornano anche tutte le parti dei costumi tradizionali turchi,
dai fazzoletti alle tuniche, ogni fiore ed ogni colore racconta una storia: per
esempio un giacinto viola indica una ragazza innamorata, un giacinto rosa che
la ragazza è già impegnata, e un giacinto bianco rappresenta la fedeltà. Linda
Cadwel nel suo negozio di Istambul, ha diversi oggetti ornati di oya: da
orecchini a collane e braccialetti: non sono prodotti eseguiti con le sue mani,
anche se lei comunque è una brava artigiana, ma li acquista dalle signore dei
villaggi nelle montagne del Tarsus.

orecchini
(courtesy Linda www.delikiz.com)















Collane di
fiori ( Courtesy https://www.onineo.com/)






Fazzoletti, courtesy http://www.namrunoyasi.com/



Oyla
all’uncinetto
Con la stessa tecnica dell’oya ad ago, si realizzano altri vari tipi di merletti, con fogge diverse e fantasiose: in questo caso il merletto si chiama “igne oyalari”. Quando le due tecniche vengono assemblate, si ha un effetto raffinato e originale.

Lavorazione
del merletto “ Igne” in un villaggio vicino Gonen ( courtesy Marlene Breu)
Libri sul merletto Oya

Il Ministero Turco del Dipartimento per la cultura e
l’artigianato ha edito due volumi( prima edizione 2001) sull’oya: il primo
spiega la tecnica all’uncinetto, il secondo quella ad ago.




Ricerche
su Aydina(http://www.thy.com/en-INT/skylife/archive/en/2001_2/konu5.htm#1)
Photo:
credit http://www.thof.gov.tr/
http://www.turkuler.com/thm/zeybek.asp
bibila al
Museo Benaki