Molise

Merlettaie Molisane

"....tutte le donne di Isernia lavorano a tombolo; la luce viva elimina i fili che congiungono i fuselli alle trine. Sul tombolo il merletto fiorisce per una specie di sortilegio, per questo moto musicale aereo delle dita e il sorriso savio delle bocche mute." (da "Viaggio in Molise")

Da  antichi inventari del 1300 e1400 compare la voce “Radizellis”, che sarebbe il reticello; questo ci dà un’idea che già allora esistesse una forma di merletto.

Il merletto a tombolo iniziò il suo splendore a partire dal 1400 e la tradizione vuole che esso sia stato diffuso dal convento di S. Maria delle Monache, le quali insegnarono l'arte del tombolo alle giovani donzelle. A quel tempo le rigidi leggi feudali imponevano alle giovani nobili la vita conventuale, dove la principale occupazione quotidiana, era la lavorazione del merletto. Esiste documentazione storica che attesta che nel 1503 le monache producevano pizzi e merletti. Da qui è nata la scuola molisana che ancora oggi perpetua la tradizione e trova clientela in tutto il mondo. La trina isernina è realizzata con un filo sottile e lucente di color avorio, che viene prodotto ad Isernia. Questo filato dona lucentezza ed unicità  al merletto.

Tonino Chiacchiari da Isernia ci ha fornito un documento informativo sul merletto isernino

Ripizzigliar i( venditori di merletti )   pizziglio (merletto)   pallone   (tombolo)       tummarielli   (fuselli)

Il pittore Gioacchino Toma (1836-1893 ) caposcuola della pittura napoletana, venne rinchiuso nelle carceri di Isernia , per motivi politici. Le inferriate della sua cella davano in una piazzetta dove poteva scorgere le teste delle merlettaie intente con i loro fuselli. Ne nacque un dipinto intitolato "Le merlettaie" che venne esposto nel 1872.

Nel novembre del 1906 il Consiglio Comunale di Isernia chiedeva ufficialmente all’Amministrazione Provinciale di Campobasso, l’istituzione ad Isernia di una scuola di Arte Applicata all’industria. Con il Regio decreto del maggio 1908, veniva istituita ad Isernia una Regia Scuola d’Arte applicata all’industria “con lo scopo di impartire agli operai cognizioni teoriche e pratiche per l’esercizio delle arti e dell’industria”. Nel 1922, il Ministero per l’Industria e il Commercio provvedeva all’introduzione di una sezione femminile per la lavorazione del merletto a tombolo. Nel 1926 vennero intensificati i corsi portandoli a 4 anni di studio anche per il merletto. La scuola ha proseguito fino ad oggi evolvendo e divenendo “Istituto statale d’arte”. Tra i vari laboratori è ancora attivo quello del merletto.

Mafalda (Campobasso)

In questo paese si perpetua la tradizione del tombolo, ma attualmente solo le signore più anziane si cimentano con il tombolo e i fuselli

Tavenna (Campobasso)

Anche a Tavenna è ancora viva la lavorazione del merletto e a Bojano si producono i tummarielli (fuselli).

Sessano

Cinquanta anni fa, in questo paese, moltissime donne erano impegnate nella lavorazione del merletto a tombolo ed avevano creato un ingente mercato locale con notevoli scambi anche con la vicina Isernia.

 

Ringraziamenti

Ringrazio per la collaborazione i siti:

 

http://www.isaisernia.it/pof/storia.htm