“Gala e Trina “

 

 

Le trine posson essere d'oro [Salvini: « Trine d'oro »], di seta, di refe, di cotone, di lino; più ordinariamente, di cotone; la gala è di cotone o d'altro filo che si trae da materie vegetabili.
Trina per berretta da donne o per altro; non è gala cotesta. Non ogni guarnizione è gala. Quella da collo non è, propriamente, guarnizione; ma sì quelle dappiede o alle maniche o all'orlo del vestito.
La guarnizione può esser di pelle o d'altra roba, o della roba stessa del vestito; non la gala [Buonarroti: « Guarnelletto bianco, ed a guarnizioni azzurre e d'oro »].
Gallone è una specie di guarnizione a liste d'oro, d'argento o di seta. Le pianete, i piviali e altri paramenti di chiesa hanno il gallone. A' setini i paratori appiccano il gallone per ornamento. Anco le livree hanno il gallone, che quanto è più bello, più dimostra la servitù di chi ne va grave. Da gallone si fa gallonare, gallonato e gallonaio, cioè venditore e fabbricator di galloni. Trinare non è dell'uso; trinaio e trinaia (che vende o fa trine), sì. – Meini.
Gala non genera che galante e galticcia, gala meschina, degna sorella al galante.

 

La gala è quella striscia di trina o tela o altro che le donne portano sulla baverina o a' fazzoletti o in fondo al vestito; e gli uomini allo sparo della camicia; e è distinta da quella specie di gale che portansi a' polsini delle maniche, e che diconsi manichini; e in questo senso gale non è che il semplice plurale. Ma gala, innoltre, significa abbellimento più elegante o diverso dall'ordinario, e dicesi: essere in gala; andare o mettersi in gala; abito di gran gala.
Allora il plurale di gala denota non tanto il festivo sfoggiato vestire in una o in altra occorrenza, ma l'amore smoderato e l'affettazione di tali ornamenti. Può l'uomo, anche modesto e non curante dei lusso, venir costretto a mettersi in gala; la donna vana ama sempre le gale; è vizio in lei lo star sulle gale [Varchi: « Sono in pregio le gale e le attillature, e si bada solo a ornare la bellezza del corpo, manifesto argomento della bruttezza dell'animo ». Cecchi: « Stanno più... sulle gale e sulle usanze che... Quelle delle gran doti »]. Amar la gala, star sulla gala; non si direbbe comunemente, né: abito di gale, o simile.

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