Il felze era una cupola che veniva posta sulla gondola per proteggere il passeggero dalla pioggia e dalle intemperie. Una testimonianza, scritta del XII secolo, riporta
” platus cohopertus cum felce” .
All’inizio era una semplice tettoia ricurva come una mezza botte e ricoperta di frasche o di panno e in seguito di legno, il passeggero poteva stare anche in piedi.
La prima testimonianza iconografica risale al 1494 in un dipinto del Carpaccio.
Particolare del “ Miracolo della reliquia della Croce al Ponte di Rialto”
Vittore Carpaccio,
Gallerie dell’Accademia
Alcuni
anni a seguire il felze ci appare in un dipinto di Mansueti rivestita di
tessuto a fantasia.

Particolare
della “ Miracolosa guarigione della figlia di Benvegnudo da S. Paolo”
Giovanni
Mansueti, Gallerie dell’Accademia

Veduta prospettica parziale
di Venezia,
in: Francanzano Montalboddo, Paesi novamente ritrovati, Venezia, De
Rusconi, 1517
Un'altra
occasione mondana di uso del felze era il matrimonio: dopo la cerimonia, le
spose avevano l'abitudine di recarsi in gondola con le amiche a far visita alle
parenti monache. Fino al XVI secolo le
spose erano sedute in bella vista su una panchetta fuori del felze; in seguito
verso il ‘600, presero posto su un
ricco tappeto all'interno del felze che veniva tenuto aperto per poter ammirare
la sposa.
L’Aretino,
amico del Tiziano, nel 1537 scrisse vedendo dalla sua abitazione in Canal
Grande le novizie sedute fuori dal felze : “
de le belle spose rilucenti di seta d’oro e di gioie superbamente peste
nei trasti per non iscemar la reputazione di cotanta pompa, non parlo”.

Sposa nel
felze, in visita ai parenti rinchiusi nei monasteri della città.
In
questo quadro possiamo vedere già il felze di legno con le sembianze di una
cabina, in seguito verrà ricoperto di damaschi e velluti. In un dipinto di Ludovico Pozzoserrato della
metà del ‘500 “ La Piazzetta”( Museo Correr), si vedono delle gondole in fila
che sostano lungo la riva di Piazza S. Marco, hanno tutte un felze come la foto
sovrastante, ma rifinite in modo migliore.
Cesare Vecellio, Piazza S:
Marco nel XVI secolo
Nel
1562 i Provveditori alle Pompe,
indicarono una linea per non strafare nei lussi del vestire, mangiare,
agghindare cocchi e felzi.
All’epoca il felze, da semplice copertura divenne un’ostentazione di lusso e potere: all’interno c’era un divanetto che veniva ricoperto, come tutto l’interno del felze, con tessuti molto pregiati dai rasi alle sete ai
broccati, specchi, finestrelle di vetro molato. Le
passamanerie ricercatissime nere finivano sempre con dei fiocchi in seta: 18 o
24 di grandi e 12 di piccoli.
Le guarnizioni pregiate non venivano fissate , ma rimanevano
mobili, da poter togliere in caso di brutto tempo.

La cabina
aveva una porta e una persiana, divenne come una carrozza che scivolava
nell’acqua
Nel 1609 i
provvedimenti si fecero più severi e i Provveditori alle Pompe
indicarono:”……….assolutamente proibiti li felzi da barca di seda, di sagia e de
panno, li cordoni e li fiocchi di seda, le pezze di renso schiette, ò a opera, con
merli, ò senza………………”.
Coryat( scrittore inglese ) nel suo libro “ Crudezze,
Viaggio in Francia e in Italia, 1608” scrisse riferendosi alle gondole
veneziane: ……..tutte hanno un bel tetto fatto di 15-16 assi di legno ricurve,
che vanno da un bordo all’altro formando un arco a volta: poi c’è un bel drappo
nero, ch’è ripiegato all’insù ai lati della barca e se il viaggiatore vuole
rimanere appartato basta che le tiri giù.. Nell’interno le panche sono
rivestite di cuoio nero, guarnite di sottile tela di lino orlata di pizzo

I
Provveditori imposero il colore nero per il felze e la gondola, di modo che
fossero tutte uguali per non fare differenze tra i proprietari. Ma un occhio
attento notava subito il proprietario ricco dalla qualità delle rifiniture.
La
gondola, chiusa dal felze divenne anche luogo di incontri per giovani amanti e
coppie clandestine. A Venezia sembra si chiamasse anche “ caponéra “, (gabbia
per i capponi). La caponéra veniva fatta dagli squeraroli, in legno di noce,
poi le donne di casa o dei tappezzieri
le rifinivano all’interno. Gli
artisti intagliatori del legno impreziosivano il felze con divinità marine,
teste di leoni, fiori stilizzati e
grifoni.
I quadri
del ‘700 veneziano del Canaletto ci mostrano una ricca rassegna di felzi



In primo piano un felze fatto
di stecche di legno ricoperto con un telo in tessuto, dietro un felze molto
ricercato nelle finiture.

Questa gondola con felze sono
a dir poco, “regale”



In questo
dipinto ( Museo del Louvre, Parigi) di Francesco Guardi ( 1712- 1793) si può
vedere in primo piano una gondola con felze stile rococò

dipinto del
Giunti
Nel ‘600 Coryate scrive nel suo libro Crudezze,
:…………..nell’interno le panche sono coperte di cuoio nero, e il fondo come i
fianchi sotto le panche sono guarniti di fine tela di lino molto linda, di
pizzo.

7oo veneziano del Guardi

Il Ponte di Rialto, Antonio
Pascutti(1832-1892)

Il poeta
inglese Robert Browning ( Londra 1812- Venezia 1889) possedeva una gondola
molto preziosa completa di felze, oggi si trova nel “ Museo della Marineria” a
Newport in Virginia. Questa gondola è fra le più antiche oggi esistenti.
Lo squero
Tramontin ha avuto l’onore di porre mano per un restauro, a questo prezioso
manufatto.
Il
proprietario possiede tra la sua collezione privata un felze appartenuta ai
reali di casa Savoia.

Felze di
casa Savoia (courtesy Roberto
Tramontin, Venezia)
Questa opera d’arte è stata intagliata dal “Besarel” (Pancera era il suo vero
cognome) allievo del più noto Brustolon, al Museo di Ca’ Rezzonico sono
custoditi alcuni suoi pezzi di notevole pregio).
Questo felze
ha i fregi di bronzo, la porta riproduce nella parte interna Venere che
nasce dalle acque e nella parte esterna un bouquet di fiori in rilievo, le
maniglie hanno la forma di un granchio (fusione di bronzo); il soffitto interno
è in broccato di seta rosso bordeaux ed alcune parti dipinte in nero e oro, i
vetri delle finestrelle sono in cristallo molato a mano e le veneziane
(persiane) sono funzionanti. L’esterno della struttura è ricoperto da un panno
nero con dei pon-pon in seta. Il peso del Felze è di 120 Kg. Circa ed è stato
costruito verso 1890.
Non dimentichiamo che alla Venaria Reale di
Torino è conservato Il “ Bucintoro di
casa Savoia” risalente al 1700, costruito a Venezia per le uscite ufficiali
lungo il Po.
Qualche traccia del felze si ha ancora nei primi del ‘900,
poi è scomparso lentamente, con l’esigenza dei turisti che amano godere di un
ampio panorama della bella Venezia, ma anche a causa del moto ondoso che
renderebbe instabile la gondola. Giacomo Casanova a tal proposito durante una
burrasca,nelle sue memorie si legge:” Buttai sul fondo della gondola una
manciata di monete d’argento e gridai ai barcaioli di buttare a mare il felze”.
Insigni personaggi del passato hanno nominato il felze nelle
loro opere : da Goethe a Lord Byron, da
Virginia Woolf a George Sand.