Caterina la Grande (1729-1796)

 

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Dalla biografia scritta da Carolly Erickson abbiamo estrapolato i vari passaggi dove il merletto si lega a questa grande regnante.

 

Il giorno delle nozze si avvicinava……………………….(matrimonio tra Pietro III e Caterina II)….il personale doveva essere vestito con abiti preziosi, giacche e pantaloni di velluto decorati d’argento, eleganti parrucche, calze di seta e polsini di pizzo. ( pag 81)

 

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Pietro e Caterina

 

Era veramente un misero esemplare di uomo (si parla del fisico di Pietro)………Le giacche costose, i pizzi pregiati e i bottoni di diamanti non riuscivano a migliorare il suo aspetto. (pag 83)

 

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Pietro III di Russia, 1745

Pietro Antonio Rotari

Museo Hermitage, S. Pietroburgo, Russia

 

Le cameriere sfilarono a Caterina il pesante vestito nuziale e le fecero indossare la soffice camicia da notte orlata di pizzi. (pag88)

 

Spendeva comunque in modo eccessivo, come se le sue risorse non avessero fine, in orli di seta, pizzi leggeri, raffinati ricami e ghirlande di boccioli di rosa.( pag 93). (Si parla dell’abbigliamento dell’imperatrice Elisabetta I che governò la Russia prima di Caterina)

 

Elisabetta I di Russia, figlia di Pietro il Grande

 

 

Si muoveva impettito negli appartamenti di Pietro con i polsini orlati di pizzo e i fermagli delle scarpe luccicanti di diamanti ( pag 116). ( Si parlka di Nikolaj Koglokov, ciambellano di Pietro)

 

Non possedeva un guardaroba sufficiente………….. Ma i suoi velluti e i suoi broccati con pizzi svolazzanti apparivano comunque squallidi rispetto ai completi sgargianti dei nobili di rango più elevato. (Pag 166, si parla di Caterina)

 

Hambury Williams (ambasciatore inglese) rimase strabiliato dalla quantità di pizzi d’argento e di ricami dorati, di piume ondeggianti e di gioielli sfavillanti che le donne usavano per adornare i loro vestiti.( pag 166) (questo accadde durante una grande festa in suo onore, a San Pietroburgo)

 

Hambury Williams

John Giles Eccardt, National Portrait Gallery

 

L’imperatrice era morta da quasi sei settimane: il suo corpo imbalsamato e rivestito di un abito di pizzo con ricami d’argento……..(pag 220)

 

Di fronte alla madre si presentava vestito in modo sontuoso , ricoperto di gioielli e accessori sontuosi: cascate di pizzi gli ornavano il collo e i polsi, le fibbie delle scarpe erano diamanti scintillanti, i bottoni erano splendidi rubini ( pag 315, si parla di Paolo figlio e successore di Caterina)

 

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Paolo I

 

Il falso imperatore

(il ribelle Pugacev) stava cambiando atteggiamento………….adesso la sua corte si vestiva con giacche rosse cariche di merletti mentre lui si mostrava ai seguaci con in mano uno scettro e un’ascia d’argento. Pag. 336

 

Potemkin irruppe all’improvviso a corte………………………….suonava come un affronto davanti alla leziosaggine dei cortigiano abituati a nascondere i loro difetti con bende , parrucche e metri di pizzo spumeggiante e profumato.pag 340

 

 

Nel marzo del1774 il ribelle Pugacev, impettito nella sua giacca rossa ornata di pizzi, fu attaccato e sconfitto definitivamente. (pag. 343)

 

Aveva sovvenzionato (Caterina) il commercio marittimo, fatto erigere concerie, fabbriche per la produzione di candele, biancheria e manufatti di seta. Con il suo aiuto, furono convocati esperti dalla Francia per insegnare agli artigiani imperiali a migliorare la tecnica della tessitura di arazzi, del ricamo e della produzione di raffinate porcellane. (pag. 349)

 

Le piaceva andare a letto presto, leggere o ricamare un po, e poi prepararsi per la notte. ( pag. 356)

 

Come scrisse la sua corrispondente, madame Bielle, Caterina “ con una mano emanava le leggi e con l’altra ricamava”. Pag. 366

 

Potemkin era molto brillante. Nelle apparizioni pubbliche indossava una uniforme di gran maresciallo; “era ricoperto di decorazioni e brillanti”, come scrisse Ségur, “ pizzi e ricami, e portava i capelli incipriati e arricciati”. Pag. 389

 

Quando il tempo era rigido, trascorreva il pomeriggio a palazzo a leggere e ricamare, con gli occhiali e una lente di ingrandimento, o ad ascoltare Zubov che le leggeva i giornali stranieri. Pag. 417

 

 

 

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