Merletto russo

 

merlettaia russia

Vasilii Tropinin “La Merlettaia”, 1823 The State Tretyakov Gallery Mosca, Russia

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Merletti russi

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Classico disegno russo

La parola “merletto”, compare in Russia a partire dal XIII secolo, essa infatti si trova in un libro storico il quale riporta che nel 1252 il principe Daniil Galitsky, in un incontro con il re di Ungheria, indossava vestiti ornati di merletto. Fin dal tredicesimo secolo è appurato comunque che già esisteva in Russia qualcosa assomigliante al merletto, vale a dire trecce o galloni d'argento e d'oro che ornavano i vestiti insieme a perle e pietre preziose. Di certo è che nella metà del XVI secolo si facevano merletti d'oro e di seta, la tecnica non era ben affinata ed era sopperita dal pregio dei filati. Solo dopo il diciassettesimo secolo vediamo il grande cambiamento. Nel padiglione russo all’esposizione universale di Parigi del 1900, venne riprodotta una dimora dei boiardi (appartenenti all’alta aristocrazia russa) del XVII secolo, all’interno vi era esposta una magnifica collezione di merletti e ricami. Il merletto importato dall'Europa occidentale venne imitato e realizzato a fuselli con seta e altre fibre tessili.

 

Ritratto della zarina Caterina I, moglie dello zar Pietro “Il Grande”,1717

Hermitage Museum, Jean-Marc Nattier

 

Pietro il Grande fece pervenire in Russia artigiane fiamminghe per far conoscere alle merlettaie russe l'abilità della filatura "olandese", ne sperimentarono il filato e la produzione di merletti ricevette una sferzata di novità. Erano i tempi in cui i produttori di merletti italiani, fiamminghi e francesi si contendevano la produzione di pizzi squisitamente delicati che incantavano l'Europa con la diversità delle tecniche e la bellezza delle trame intrecciate. Il pizzo russo diventò famoso per la sua delicatezza e raffinatezza, era  fatto di lino non sbiancato e di fili di seta intrecciati con fili d'oro o d'argento e impreziositi da paillettes, piume di cigno ed ermellino. A tal proposito in una biografia di Caterina II troviamo che l’ambasciatore inglese Hambury Williams rimase strabiliato dalla quantità di pizzi d’argento e di ricami dorati, di piume ondeggianti e di gioielli sfavillanti che le donne usavano per adornare i loro vestiti*. Sotto la reggenza di Caterina si seguiva molto la moda francese, opulenta e ricca di merletti raffinati. Le donne che vivevano nelle champagne usarono la loro fantasia insieme ai motivi e ai  colori vivaci, creando un merletto folcloristico. Come da tradizione i regali nuziali erano costituiti principalmente da asciugamani ricamati, con importanti balze di merletto a fuselli.  

 

    

 

Asciugamani provenienti da Nijni Novgorod

 

 

Un altro dono importante era una specie di fazzolettino da taschino ornato di merletto chiamato “chirinkas”. L'usanza di fare regali di nozze era molto diffusa nel Cinquecento e nel Seicento, non solo tra i contadini, ma anche tra i nobili e persino gli zar, solo in questo caso i chirinkas erano più belli, essendo di seta o mussola, riccamente ricamata in oro, e decorata con frange e nappe. A volte, venivano impreziositi da merletti dorati, intrecciati con perle vere. La chirinkas era uno dei complementi indispensabili del guardaroba delle donne russe, l'articolo più ovvio e prediletto ed era  consuetudine tenerlo sempre in mano quando si andava in chiesa, nelle visite, o durante tutte le cerimonie.

 

Nel XIX secolo la produzione di merletti a tombolo divenne un'arte popolare in molte province russe. Ogni area aveva la sua tecnica e i disegni erano legati alle usanze e ai costumi locali. Le città di Vologda, Ryazan, Yeletz, Vyatka, Yarovslavl (grande produttrice di lino), Kirishi, Nijni Novgorod, Orel sono diventate famose per la tradizionale produzione di merletti; inoltre le città hanno dato i loro nomi ai rispettivi tipi di merletti.

 

 

Frammento di merletto a reticello del XVII secolo eseguito con incroci di treccine a fuselli *

 

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 Ritaglio di una balza eseguita nel XVIII secolo, donato al MET nel 1906 dalla Fondazione Roger.

© Metropolitan Museum, New York

 

 

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Particolare del bordo di una tendina, lino,1800-1850, (Brooklyn Museum Costume Collection at The Metropolitan Museum of Art, Gift of the Brooklyn Museum, 2009; Gift of Mrs. Edward S. Harkness in memory of her mother, Elizabeth Greenman Stillman, 1931)

 

 

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 Particolare del bordo di una tendina, lino,1800-1850, (Brooklyn Museum Costume Collection at The Metropolitan Museum of Art, Gift of the Brooklyn Museum, 2009; Gift of Mrs. Edward S. Harkness in memory of her mother, Elizabeth Greenman Stillman, 1931)

 

 

Nel 1892, Sophia Davidova scrisse un libro sulla storia del merletto russo e sulla vita delle merlettaie russe raccogliendo lei stessa memorie e testimonianze. Lo storico russo Mikhail Andreevich ci racconta^ che prima della rivoluzione russa, avvenuta nel 1917, si esportavano milioni di iarde di merletto non solo in Europa, anche in Asia, Africa e America.

 

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Matriyoska dipinte con ornamenti di merletto

 

Caratteristiche del merletto russo

 

Molto originali sono i motivi di fondo, formati da intrecci geometrici e una profusione di punto spirito di grande impatto visivo. Il motivo ricorrente nel disegno è il fiore, a volte di grande dimensione; spesso all'interno del punto tela viene inserito del filo più grosso che crea un rilievo, un motivo molto piacevole che colpisce l'occhio e lo invita a seguire le curve sinuose del disegno. In Russia vengono creati dei merletti di grandi dimensioni, per questo si usano anche dei cuscini dove si esegue la lavorazione, con dimensioni superiori alla media.

krougevo (merletto)

kokluchka (fuselli)

krougevopletenie na kokluchkah (merletto a tombolo)

La fettuccia che gira e forma i motivi si chiama "polotnyanka"

 

“Kosnik”

 

Le giovani donne russe un tempo abbellivano le trecce con dei ciondoli chiamati “Kosnik”,

erano realizzati in tessuto ricamato e ornati di merletto realizzato con filo dorato e perle. Era uno degli ornamenti più amati e popolari non solo per le treccie ma anche per la parte posteriore del costume. Avevano le forme più disparate e venivano realizzati con materiali poveri fatti in casa oppure con La versione più semplice era quella di inserire un nastro tra la treccia e nella parte finale con un fiocco annodato. La fine del nastro poteva essere ricamato con fili d’oro o d’argento

 

 

  

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“Kosnik”, accessori per guarnire le trecce delle giovani ragazze russe

 

Vologda “La perla della Russia del Nord”

Merlettaie al lavoro, 1968

 

Nella regione di Vologda, nella metà del XVI secolo, c'erano centinaia di merlettaie che si dedicavano professionalmente a questa lavorazione. Nel 1883 a San Pietroburgo fu fondata una scuola del merletto e un'altra nel 1917, "la scuola di Kalinin" a Mosca. Nel marzo del 1928 a Volodga si istituì una scuola professionale del merletto, nata per preservare e sviluppare il famoso merletto. Nel corso degli anni ha acquisito una notevole fama fino a diventare ai giorni nostri, un moderno istituto che forma maestri ed artisti. In quel periodo si stabilì anche l'unione del merletto di Vologda, con l'organizzazione manifatturiera "Snezinka" (Fiocco di neve). Il merletto di questa regione è caratteristico per il disegno artistico ed elaborato, per l'esecuzione perfetta e di grandi dimensioni. Molti disegnatori progettisti di merletti hanno ricevuto l'onoreficenza di " artista onorario di Russia"o sono stati vincitori del premio "Repin State Prize". E' stato scritto anche un brano musicale intitolato "Vologda lace" e sono stati emessi dei francobolli per onorare il merletto di questa regione. Il merletto di Vologda ha ricevuto più volte i più alti riconoscimenti: all’esibizione internazionale di Filadelfia del 1876, a quella di Chicago del 1893, la medaglia d'oro all'Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali contemporanee di Parigi nel 1925, il Gran Premio di Parigi nel 1937, una medaglia d'oro a Bruxelles nel 1958.

 

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Nel 2001 è stato pubblicato un libro sul merletto di Vologda (150 pagine, 140 illustrazioni)

 

A Vologda c'è anche un museo del merletto dove sono esposte delle vere meraviglie prodotte dalle mani delle abili merlettaie. Opere grandiose di dimensioni inimmaginabili. Dal 2015, secondo TripAdvisor, il museo è entrato nella top ten dei dieci migliori musei della Russia.

 

   

Immagini provenienti dal Museo di Vologda

 

Cooperativa"Snezinka"(Vologda)

 

Questa organizzazione conta oggi 6000 aderenti che operano nell'artigianato tra cui il merletto a fuselli. Il merletto di Vologda è contrassegnato dal marchio "Snezinka" che ne garantisce l'autenticità. Le giovani merlettaie vengono istruite alla perfezione, creando merletti di una finezza molto particolare, nella foggia del disegno e nei punti. Snezinka, vinse nel 1870 un ambito premio a San Pietroburgo e ha partecipato a vari concorsi internazionali: Parigi (1937), Bruxelles (1958), Chicago, New York, Montreal, Leipzig, Delhi, Helsinki e l'azienda si è aggiudicata molto spesso medaglie d'oro, d'argento e di bronzo, diplomi e certificati onorari. Oggi vengono realizzati capi di abbigliamento anche di grandi dimensioni: colli, scialli, soprabiti, sciarpe,  giacche, pannelli. Alla mostra parigina “ Maison & Objet 2006”, Albina Nazimova ha ricevuto un alto riconoscimento per aver presentato i suoi preziosi merletti bianchi di scuola russa su arredi moderni di colore nero. Una presentazione di alto impatto visivo.

http://snejinka2.chat.ru/history-eng.htm

 

Cherepovets

A Cherepovets, città della regione di Vologda dal 1895 c'è un museo che attualmente sta portando avanti un progetto di conservazione delle arti e folklore della regione, rivolto ai bambini. Oltre alla pittura, danza, proverbi, storia, bambole e costumi, si insegna anche la lavorazione del merletto. Alla fine del progetto tutti i lavori verranno esposti nel museo.

 

Petrozavodsk

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Opere di Irina Vlassova

 

Questa città si trova sulle rive del lago Onego, vicino San Pietroburgo; qui c'è un centro di insegnamento volto alle arti e tradizioni russe, fra il canto e la danza si insegna anche il merletto a fusello. Una delle insegnanti è Irina Vlassova, una grande appassionata del merletto!

http://groups.msn.com/_Secure/0VgDdAvUaPK0gynZHyokr*3NLTV1E1hLvfkF80c!NlDRzhKLWVEjkEZGVrH9Wviynb*!48Wu*Y6ZFcc6rPyr*e3Lo!Gvwz*noozCfVscHDe973N!i5PPbH0m1FVWucLTg/scuola-di-tombolo.jpg?dc=4675409248020930251 

Irina con le sue allieve

 

Kalyazin

La lavorazione dei merletti a fuselli a Kalyazin risale a tempi remoti, si pensa attorno al 1500 ma la sua popolarità venne riconosciuta verso il XVIII secolo. La sua caratteristica è data da motivi ravvicinati con poca rete di fondo, quasi assente. Non sono rimasti disegni storici per poter affermare se tale caratteristica è originaria del luogo o se sono stati copiati dagli altri famosi paesi russi produttori di merletti. Dopo la rivoluzione del 1917 la produzione di merletti ebbe una brusca frenata se non a livello domestico per ornare i costumi tradizionali e i corredi delle spose.  Solo dal 1998 la “House of Folk Arts and Craft” del Distretto rianimò l'arte per metà dimenticata. Attualmente un gruppo di merlettaie hanno formato il club “Petleya” dove riunirsi per condividere il proprio hobby.

 

Kirishi

Kirishi è una città situata sulle rive del fiume Volkhov, fa parte della regione di Leningrado e si trova a 700 km. a Nord, di Mosca. In questa città, la lavorazione del merletto si è sviluppata verso il XVIII secolo, allora si chiamava" merletto di Zakhozh'e", dal nome di un paese che raggruppava diversi villaggi (Ikonovo, Dunyakovo, Motokhovo) dove si lavorava il merletto. Il commercio del merletto di Zakhozh'e aiutò molto le famiglie contadine che vivevano solo della vendita dei loro prodotti della terra. I manufatti venivano eseguiti con il lino, in seguito, quando il merletto venne eseguito in scala industriale, i commercianti introdussero anche la seta. Di solito, le merlettaie si radunavano la sera in gruppo, spostandosi di casa in casa e raccontandosi storie e leggende, creando le loro meravigliose opere, anche abiti e giacche. Il motivo più frequente è il fiore con un fondo di rete sbieco e spesso è decorato con dei "chicchi d'orzo", uniti tra loro. E' un merletto che si differenzia molto da quello di Volodga e anche la qualità dell’esecuzione non era tanto perfetta nella tecnica tanto che nel 1959, Mikhail Andreevich, su questo argomento scrisse un suo pensiero.

 

Museo di storia locale

All'interno del museo di Kirischi si puo' vedere una rassegna molto interessante del merletto a fuselli, sono circa 300 merletti realizzati in tempi recenti.

 

Murmansk

 

In questa città c'è una scuola nella quale, oltre alla matematica, fisica, letteratura, si impara anche l'arte del merletto a fuselli.

 

Sovetsk (Kukarka), Viatka

 

Sovetsk si trova nella provincia di Vyatka, si ritiene che il merletto vi sia apparso all'inizio del XVIII secolo, portato da qualche merlettaia di Vologda. Dopo aver imparato la tecnica, hanno iniziato a variare i motivi. Nella seconda metà del XIX secolo molte contadine della regione di Vyatka si dedicavano a questo tipo di artigianato. Il merletto trovò il suo mercato all'interno e all'esterno della provincia. All'inizio degli anni '70 dell'Ottocento, la produzione di merletti di Kukarka aveva superato la produzione di merletti di Vologda nella sua quantità e le sue artigiane guadagnavano più di quelle di Vologda. Colletti, cravatte, maniche, fazzoletti, foulard, pelerine, tovagliette, inserti per biancheria da letto e altri articoli in pizzo: le merlettaie producevano di tutto. Usavano fili di lino e fili di seta nera per scialli e veli da testa, molto di moda a quel tempo. All’inizio Il merletto non aveva una sua peculiarità un suo stile artistico, le merlettaie eseguivano secondo la richiesta della clientela, adottando tecniche e modelli di varie tradizioni. In seguito le merlettaie vollero distinguersi nella foggia e nei punti creando anche fondi diversi. All’inizio del 1890 venne istituita la “Kukarka School for Lace-Makers” (ora scuola professionale), che promosse fortemente lo sviluppo dell'artigianato. Dalla fine   dell'Ottocento furono aperte uno dopo l'altra sette succursali. Oltre alla tecnica, agli studenti venivano insegnate anche le basi del disegno e della composizione. Molti di coloro che terminarono la scuola diventarono bravi insegnanti lavorando anche in altre  città. Prima della prima guerra mondiale il pizzo Kukarka veniva esportato in diversi paesi, come Inghilterra, Olanda, Svizzera e Stati Uniti.

I moderni artisti del merletto creano attualmente anche opere di fili di colorati. Negli oggetti di grandi dimensioni i motivi in rilievo (punto spirito) viene spesso applicata per aggiungere un effetto speciale al disegno principale, in parte questa è l'influenza del pizzo di Vologda. Tuttavia, le merlettaie si dedicano alla ricerca e innovazione per trovare soluzioni decorative uniche.

 

Kukarka School, Scuola di merletto

 

Provincia di Orel

Nella provincia di Orel si sviluppò una particolare variante del merletto a fuselli, unica nel suo genere. Di primo acchito sembrerebbe un filet, invece è un merletto a fuselli molto elaborato.

 

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Balza per asciugamano, cotone o lino, XVIII-XIX secolo. Acquistato nel 1931 dalla Fondazione J.H.Wade.

Cleveland Museum of Art, Ohio, U.S.A.

 

 

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Particolare del collo della renna. Tutti i soggetti sono contornati da un cordoncino inserito durante la lavorazione.

 

 

Francobolli

Le Poste russe hanno emesso dei francobolli onorando questa antica arte.

 

Francobollo emesso nel 1979

 

Francobollo emesso nel 1957

 

Merletto ad ago veneziano presentato all’Esposizione Universale di Liegi nel 1905, con questa dedica “A sua maestà l’imperatrice Alexandra Feodorovna, il comitato delle dame francesi e russe per la  salvezza dei feriti russi” esposto nella vetrina della Maison Lava, Venezia.

 

Collezionista: Natalia Leonidovna Shabelsky

Bordo di un asciugamano

 

Natalia Shabelsky nacque a Taganrog, in Russia, nel 1841. Dopo il suo matrimonio si trasferì in una tenuta rurale nella regione di Lebedinsky, dove sviluppò un interesse per la lavorazione tessile indigena della Russia etnica. Raccolse e conservò campioni di ricami e merletti, come balze per asciugamani e accessori per i costumi, ricchi di motivi tradizionali come l'albero della Vita, il Sirin ( figura mitologica russa) e la Dea Madre nelle sue varie forme. Alla fine del XIX secolo, Shabelsky espose la sua collezione a numerose fiere mondiali. Dopo l'Esposizione Universale del 1900 a Parigi, vi si trasferì con le sue due figlie e la sua collezione. Morì nel 1904; le sue figlie si assicurarono che la collezione fosse adeguatamente documentata e pubblicata e non avendo figli la affidarono al conte e alla contessa Basil Musin Pushkin con la facoltà di esporre e vendere la collezione. All'inizio degli anni '30, il Brooklyn Museum, il Cleveland Museum of Art e il Museum of Fine Arts di Boston acquistarono tutti tessuti Shabelsky. Il Museo Etnografico di San Pietroburgo conserva da più di 100 anni una ragguardevole parte della collezione dei costumi tradizionali russi.

Nel 2020 presso l’università Lincoln del Nebraska si è svolta una conferenza dal titolo:

“The Lost Narrative of Natalia Shabelsky’s Collection of Russian Textiles”.

https://digitalcommons.unl.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2180&context=tsaconf

 

Costume tradizionale, XIX secolo. Il fondo del grembiule è ornato da un merletto a fuselli, lo stile è similare al merletto inglese del Bedforshire. 

 

Libri consultabili in rete:

 

Sophie Davydoff “La Dentelle Russe: Historie Technique, Heirsemann, 1895

Part 1: File size 8.4 MB PDF.

Part 2: File size 9.8 MB PDF.

Part 3: File size 12.9 MB PDF.

Part 4: File size 10.7 MB PDF.

Part 5: File size 10.4 MB PDF.

Part 6: File size 13.1 MB PDF.

Part 7: File size 11.2 MB PDF.

 

 

B. M. Cook, Russian lace making,1993

https://archive.org/details/russianlacemakin0000cook/mode/2up

 

S. A Davydova, Russkoe kruzhevo: uzory i skolki, 1909, S.-Peterburg: Fototipīi︠a︡ A.F. Dresslera

https://archive.org/details/gri_33125015591502/

 

Catalogo merletti

https://ita.calameo.com/read/0066543230697d67c6550

 

Peasant art in Russia, Charles Holme, 1912

https://archive.org/details/peasantartinruss00holmuoft/mode/1up

 

 

Bibliografia

 “Le livre d'or de l'exposition de 1900”, Parigi 1900

  M. Powys “Scrapbook of Laces”, 1966

* C. Erickson “ La grande Caterina”  (pag 166)

Sosnina Natali︠a︡ Nikolaevna “Costumi tradizionali russi”, 1998

Sitologia

http://russia-ic.com

 

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