" Renda do bilros in Brasile"
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Il merletto in Brasile è arrivato dalle donne portoghesi e da quelle
dell'isola di Madeira e Azzorre. I loro mariti e fratelli erano pescatori e
marinai, solcavano i mari fino alle coste del Brasile e dell'isola di Santa
Catarina. Le prime donne brasiliane che appresero
l’arte del merletto erano indigene e un detto popolare dice che dove c'era
pesce da pescare, là c'era anche il merletto. Un tempo si facevano i merletti
usando anche le fibre del banano^.
In Portogallo, il merletto a
fuselli esiste da molto tempo e in tutto il paese; tuttavia, esistevano
"centri di merletto" dove si produceva pizzo in quantità e di buona
qualità, sebbene il lavoro costituisse un'"industria domestica".
Questi centri erano Peniche, Vila do Conde, Viana do Castelo, Setúbal e Lagos.
A Peniche, l'unica testimonianza scritta della lavorazione del pizzo è
di Pedro Cervantes de Carvalho Figueira (1863), il quale, tra le altre cose,
afferma quanto segue: — “La natura, negando agli abitanti della penisola di
Peniche le ricchezze agricole, li ha costretti a cercare i loro mezzi di
sussistenza nella pesca e nella fabbricazione del pizzo Honiton o del pizzo
Guipure d'imitazione e del pizzo di seta nera chiamato Chantilly, ma tutti
realizzati a mano sul cuscino. A soli quattro anni,
le bambine vengono mandate alla scuola del merletto, dove viene insegnato loro,
oltre al merletto, a leggere e pregare. L'insegnamento del merletto inizia con
il punto chiamato "troca", che è un nastrino fatto con quattro
fuselli, e il merletto "ilhò", che ne utilizza dodici, che sono l'ABC
di quest'arte. Col tempo e progressivamente, le merlettaie raggiungono il punto
di maneggiare facilmente 60 o più dozzine di fuselli, con la massima abilità e
precisione che stupisce, ma tale è la forza dell'abitudine acquisita fin dalla
giovane età che questo lavoro diventa per loro quasi un'azione meccanica,
perché le vediamo parlare e prestare attenzione a oggetti a loro estranei,
mentre lavorano”. Nella regione di Peniche, esisteva un curioso
proverbio popolare: "Dove c'è una rete, c'è un merletto", che
sottolineava la coesistenza della merlettaia con il pescatore, poi sostituito
da un altro: "Dove ci sono fabbriche di conserve, non ci sono
merletti". Questa saggezza popolare sottolinea così opportunamente
l'industrializzazione come un elemento distruttivo del lavoro manuale
domestico, con le dinamiche della produzione meccanica che soffocano il lavoro
lento, pacifico e improduttivo svolto a mano, a casa o in un
"atelier" professionale.
Il merletto a fuselli
è diventato culturalmente radicato in Brasile. Un valido lavoro sull'argomento
è stato scritto dalla signora Luisa Ramos, moglie dell'illustre antropologo e
medico brasiliano, il dottor Arthur Ramos. Altri hanno fornito preziosi
contributi etnografici e sociali, tra cui il sociologo Luis Fernando Rapéso
Fontenelle con il suo studio "Il merletto a fuselli ad Arraial do
Cabo"; altri ancora hanno scritto sul merletto di Santa Catarina e del
Nordest in generale. Il tipo di cuscini, gli strumenti, il modo in cui il
lavoro viene tessuto, i nomi particolari dei punti, la figura tipica della
merlettaia: tutto questo è stato attentamente osservato ed esposto
Nel Ceará, la lavorazione del merletto non era concentrata
esclusivamente sulla costa; si diffuse anche nell'entroterra e sulle montagne.
Il detto popolare "Dove c'è una rete, c'è un merletto" non troverebbe
qui una valida applicazione. Forse l'origine del proverbio è legata alla
somiglianza tra le maglie della rete da pesca e quelle del merletto su cui è
delineato il disegno – fiore, foglia, figura geometrica o qualsiasi altro
motivo; forse il lavoro pacifico e laborioso sviluppatosi tra le mogli dei
pescatori per addolcire la lunga e dolorosa attesa dei loro compagni partiti
per lunghe battute di pesca in mari spesso lontani e sconosciuti.
Ma questo non è successo tra noi. Il merletto è
arrivato come elemento culturale; qui è stato insegnato e facilmente diffuso.
Non è stato appreso per la somiglianza del suo tessuto con le maglie di una
rete da pesca; non è diventato il lavoro abituale delle donne che vivevano in
spiaggia per riempire le ore di solitudine quando i mariti erano assenti. Il
merletto a fuselli è diventato un'occupazione domestica per molte donne povere
del Ceará; principalmente quelle che vivevano nella zona costiera, ma anche
quelle che vivevano nella regione della canna da zucchero, nell'entroterra e in
montagna. Quasi sempre, in una famiglia povera, qualcuno sapeva fare il
merletto. Un'occupazione piacevole, poco faticosa, piacevole, appropriatamente
femminile, che dava vita a un tessuto delicato, tanto gradito al senso estetico
femminile. Il merletto si faceva mentre si preparava il pranzo; si faceva
mentre il bambino dormiva; si faceva il merletto dopo aver spazzato la casa. Il lavoro veniva
interrotto una mezza dozzina di volte per accendere il fuoco, andare a prendere
l'acqua, preparare il porridge per il bambino, portare il tè all'anziano
malato, e queste interruzioni non lo danneggiavano né lo rallentavano. Era così
che si doveva fare, era per questo che era stato inventato: per riempire le ore
libere, senza fretta di finirlo; la lavorazione doveva essere uniforme e
perfetta. Il pizzo non veniva tessuto solo per vendere, ma anche per ornare il
proprio rouquer nelle zone più remote, che fossero quelle della canna da
zucchero o quelle montuose.
Vivendo sulle spiagge e nell'entroterra, per lo più
in famiglie povere, la merlettaia ha subito tutte le conseguenze di
un'alimentazione carente, come quella del Nordest, sia nella zona
sottosviluppata, sia in quella della canna da zucchero, sia in quella montuosa.
La merlettaia del Ceará ha sempre appartenuto a uno
strato sociale più equilibrato: povera e pulita; denutrita, ma relativamente
sana; analfabeta, ma viveva tra persone alfabetizzate; abitava in abitazioni
prive del comfort necessario per la salute, ma salubri grazie alla ventilazione
e a una certa pulizia.
Tuttavia, a causa delle difficoltà economiche dei loro genitori, numerose giovani donne povere erano state, per un certo periodo, impiegate nelle case di persone benestanti o della classe medio-alta per aiutare nelle faccende domestiche: domestiche, balie, cuoche, lavandaie, ecc. Lì si adattavano e, se avevano tempo libero dal lavoro, trovavano un cuscino, dei fuselli e tessevano il pizzo. Questo accadeva verso l'inizio del secolo. Spesso, le giovani donne di casa, interessate, imparavano da loro come cambiare i fuselli; e poco dopo, realizzavano trutrus, bordure e pizzi. A quel tempo, lo studio e il lavoro fuori casa non richiedevano tanto tempo quanto oggi; la vita sedentaria delle donne permetteva loro di dedicarsi al piacevole e raffinato lavoro artigianale del ricamo. C'erano sarte in ogni famiglia. L'arredamento delle case delle merlettaie consisteva solo nell'essenziale: sgabelli, tavolini, bauli, a volte un semplice letto... Si cucinava su stufe di terracotta o bracieri. L'ornamento era molto rudimentale: piccoli vasi di fiori di stoffa o di carta, quadri, piccoli asciugamani e mezze tende decorate con pizzi, applicazioni e passamanerie. C'è un'usanza curiosa tra le merlettaie del Ceará: nella valigia dove tengono i loro effetti personali e alcuni capi di abbigliamento più nuovi, si notano piccole scatole di sapone o di scarpe, scatole di calzini, dove ripongono con cura campioni di pizzo, matasse di filo, spilli, cartone triturato e altri strumenti professionali.
La merlettaia del Ceará è
laboriosa, religiosa e onesta. Osservando la sua vita quotidiana, non la
troviamo oziosa, a vagare per il quartiere di casa sua in inutili
conversazioni. Una volta terminate le faccende domestiche, si siede davanti al
suo cuscino e batte i fuselli: il merletto cresce, raggiunge la fine del
cartone, viene sollevato di nuovo all'inizio e ricominciato, mentre le ore
passano. C'è sempre più di una merlettaia in ogni casa, poiché nonne, madri e
nipoti si dedicano alla professione e quindi si riuniscono nel luogo prescelto
per lavorare, nella propria casa. Non vanno a casa di un vicino per conversare.
Solo la sera, dopo l'ultimo pasto, escono e si riuniscono sui marciapiedi o nei
cortili di una casa o dell'altra per "chiacchierare".
Luisa Ramos scrive in
"Merletto a fuselli": — La dimensione del cuscino varia a seconda
della regione e a seconda del tipo e della larghezza del merletto. I più grandi
sono, in media, alti 50 cm e lunghi 1 m. Ci sono i grandi cuscini del Ceará
dove fino a quattro merlettaie lavorano insieme realizzando opere larghe più di
un metro... ... Per tessere il merletto, la merlettaia si siede normalmente sul
pavimento, davanti al cuscino che poggia su una cassa bassa; molte siedono su
sedie e sgabelli e il cuscino, in questo caso, viene appoggiato su un'altra
sedia o su una cassa più alta.
Soltanto la costanza
nel tramandare di generazione in generazione ha fatto in modo che il merletto
ancora oggi venga realizzato e sia vivo nel nord-est del Brasile. Nel catalogo
generale dell’esposizione internazionale, svoltasi a Torino nel 1911, viene
citata la presenza di Peixoto Maria Luisa da Pernambuco (Brasile), con I suoi
merletti.

Monumenti dedicati alla merlettaia a Fortaleza e Aquiraz (Ceará)
Le giovani comunque
non sono ben disposte ad apprendere questa arte che ormai viene portata avanti
dalle persone più anziane.
Sul mercato
brasiliano c’è molta difficoltà a reperire il materiale per questo tipo di
lavorazione, mancano libri specializzati, spilli, filati, tomboli. Quindi le
merlettaie si devono costruire da sé gli strumenti del mestiere. Le zone più
significative dove si pratica ancora questa lavorazione sono: Pernambuco,
Aracati, Paracuru, Cascavel, Fortaleza, Guarapari, Recife, Iguape, Acarau,
Trairi Aquiràz, Santa Catarina, Barra do Jocu.
Marina,
appassionata merlettaia ci ha inviato una lettera dove descrive
la situazione attuale del merletto in Brasile.
Il tombolo cambia
nome in base ai paesi dove le merlettaie vivono: Palma (dalla palma di noce di
cocco), ragno, siri. La denominazione dei punti è molto varia: caracol
(lumaca), carocinho de arroz (chicco di riso), flor de goiabeira, meia-luna
(mezza luna), bico de pato (becco d'oca), traca (traccia), barata, estrada de
ferro (ferrovia), margarida (margherita), tijolinho, ecc.
Il disegno di cartone
si chiama cartão o desenho.
Le giovani che si
avvicinano a questa nuova arte iniziano con 12 fuselli poi con l'esperienza si
arriva a 36 o 64.
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Merlettaia brasiliana mentre lavora su un
grande tombolo |
Iguape, si trova a 50 Km. da Fortaleza, è un paese dove
le donne, si dice, nascano già merlettaie "Rendeiras".

Rendeiras di Cearà
(Courtesy by Marina)
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Merletto di Marina |
Logo di “Fiore e Tombolo” realizzato in Brasile
da Marina |
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Bilros
(Fuselli) |
fusello realizzati
a mano da Marina (a destra) e dalla sua insegnante (sinistra) |
L'immagine di Cearà è sempre stata legata alle donne
che lavorano il merletto che è conosciuto come "renda de
bilro" o renda da terra perchè la lavorazione avviene in una posizione
da inginocchiate a terra. E' un’attività esercitata da molte donne del
luogo e la sua produzione è distribuita in tutto il litorale. Oggi, le
merlettaie dello stato di Cearà danno un grande contributo all'economia
oltre che all'attività della pesca. La prima donna di Cearà che venne in
Europa e dimostrò la sua arte nel merletto, fu nel 1748. In questo stato,
presso Lagoa da Encantada c'è la tribù indios dei Payaku, formata da 220
persone. Le donne si dedicano anche al merletto.
Giovani merlettaie ( 1976 Bahia- Brazil), Coutesy by Lilita Cerquiera
A Guarapari, un tempo non
c'era casa dove non ci fosse una merlettaia intenta nella lavorazione del
merletto. Le merlettaie lavoravano davanti al portone di casa, per sfruttare
tutte le ore di luce, quando non c'era l'elettricità. Nel 1949 era ancora in
vita, una merlettaia di 120 anni, aveva tre sorelle e tutte e quattro
avevano appreso l'arte del merletto dalla madre, che era stata una famosa
merlettaia. Un tempo, quando i collegamenti tra le città non erano facili
come oggi, c'era chi si dedicava al commercio dei merletti, comprandoli e
rivendendoli; oggi le merlettaie vendono direttamente le loro opere anche per
posta. Rispetto ad un tempo, le merlettaie sono diminuite del 90% e le giovani
donne non amano cimentarsi con i fuselli.
Per il turista che
arriva in questo luogo, esso gli appare come una magia: le case si affacciano
sulla baia azzurra, le donne che lavorano al tombolo, gli uomini che sistemano
le reti da pesca e intorno aleggia una atmosfera di calma e serenità. Molte
merlettaie amano lavorare con calma e tranquillità, altre cantare e altre
recitare dei versi.
In questa zona il
tombolo viene riempito con le foglie secche dell'albero di banane e i fuselli
vengono fatti anche dalle stesse merlettaie o da persone che poi li rivendono.
I bilros o fuselli sono realizzati da una asticciola che porta ad una
estremità, il seme di una noce di cocco fatto a pallina che cresce nella zona,
e dall'altra un'altro piccolo seme di piripiri. Le merlettaie si tramandano i
fuselli come patrimonio di famiglia.
Per quel che riguarda
lo stile e il disegno, si cerca di portare delle innovazioni, i punti
principali sono:matachim, aranha, pano aperto, pano fechado, pano baiano,
trancinha, trocadinho.
Nello stato di Piauì nel giugno del 2009 è stato inaugurato il museo
del merletto. L’aver ottenuto uno spazio dedicato alla conservazione, ricerca e
insegnamento del merletto è stata una grande conquista per le merlettaie e per
tutta la comunità.

Nella regione di Santa Catarina, il simbolo
del paese sono le barche dei pescatori e le merlettaie (tejedoras de puntillas).
C'è una "Casa das Rendeiras" dove si possono acquistare i merletti. A
sostenere la tesi che a Santa Caterina si fa il merletto da parecchi anni, il
Victoria & Albert Museum conserva un documento importante datato 1919.

© Victoria and Albert
Museum, London
Pagina contenente
campioni di merletto fatti a mano e meccanici. Il documento porta
l’intestazione della società AREIAS & CIA, Rio Grande. C'è una scritta a
penna “Questi sono pizzi importati” al di sotto della quale sono attaccati 14
campioni di merletto in cotone bianco (presubimilmente meccanici). Di seguito
una seconda iscrizione "Questi sono i merletti fatti a mano di Santa
Catharina" sotto la quale sono attaccati 8 frammenti di merletto a
fuselli.
La regione di Parnaìba, terra conquistata
nel passato da spagnoli e portoghesi, è famosa per molte forme di artigianato,
tra queste spicca il merletto a fuselli.

Le rendeiras con i
grandi cuscini ricoperti di tessuti molto colorati come lo spirito brasiliano

Sede dell’Associazione
delle merlettaie di Morros da Mariana alla “Casa das Rendeiras” a Ilha Grande
nello stato di Parnaibà
Nella primavera del
2018 l’Associazione ha ricevuto la medaglia al merito Legislativo Comunale come
riconoscimento per aver offerto un servizio di rilevanza culturale per il
paese. L’Associazione fondata nel 1992, da lungo tempo ha mostrato vivo interesse verso eventi
legati alla moda a livello nazionale e internazionale. In occasione del secondo
mandato del Presidente Lula, la First Lady Marisa Leticia ha indossato un abito
giallo con uno spolverino dello stesso colore tutto di fiori realizzati a
merletto a fuselli.

Fiori a mezzo punto realizzati a fuselli per
l’abito della First Lady Marisa Leticia
Lo stilista del
completo è Walter Rodrigues
e le artigiane esecutrici delle miriadi di camelie (1500) a mezzo punto sono state
25 merlettaie di Ilha Grande. Dopo questo evento le merlettaie hanno avuto
molti ordini da parte delle future spose che volevano sposarsi coperte da
camelie di pizzo.

In molte occasioni pubbliche, la moglie del
presidente Lula ha indossato abiti e accessori che mettevano in risalto
l’artigianato del suo paese.
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Abito
da sposa in camelie di pizzo |
Top di un abito disegnato da Walter Rodrigues
e realizzato con piastrelline fatte di merletto dalle rendeiras di Morros da
Mariana. |
Dieci
merlettaie a Ilha Grande si sono riunite
nella “Cooperativa delle merlettaie del delta di Parnaibà” e vendono i loro
prodotti ai turisti che in questa regione, lungo il delta del fiume Parnaibà
fanno lunghe escursioni e la sede della Cooperativa è una tappa interessante
per conoscere le tradizioni brasiliane.

Cooperativa delle merlettaie del delta di
Parnaibà
I disegni dei merletti si sono rinnovati
inserendo elementi che rappresentano la fauna marina della zona protetta del
delta del fiume.

Inserimento nei nuovi disegni della stella
marina, tartaruga, cavalluccio marino
Anche nella città di Maceiò (ha ricevuto il titolo
di Capitale americana della Cultura) si possono veder le merlettaie chine ed
intente sul loro tombolo.
Nello stato di Maranào la più alta forma di
artigianato è il merletto e si riconosce alle donne maranhensi la bravura e la
costanza nel continuare questa forma di artigianato artistico.
Presso Lagoa di Conceição c'è una zona dove un tempo le merlettaie vendevano i
loro merletti, una delle più grandi tradizioni dell'isola.
Nonostante ci siano ancora oggi circa 100 "rendeiras"(
merlettaie), in questo paese, le giovani non sono interessate a portare avanti
questa arte, ma si dedicano ad altri lavori, più redditizi. Si calcola che per
fare un merletto lungo 3 metri, si impiegano circa 6 mesi lavorando parecchio,
per poi guadagnare circa R$ 300,00.Nel 1971 presso la Camera del Consiglio ci
fu una controversia nella quale il Consigliere Dakir Polidoro sosteneva
che il merletto era una attività industriale, non artigianale, pertanto non
urgevano tutele per conservare la tradizione di questa lavorazione.
Alcune
di queste brave merlettaie continuano la lavorazione, convinte del loro sapere
e della loro arte. La loro tecnica le ha portate a realizzare circa 50 tipi di
punti. Fra loro c'è la Signora Norméia
Barcelos Felisperto, di 55 anni. come tutte le altre merlettaie apprese l'arte
dalla madre all'età di 5 anni. Poi c'è la Signora Silvia Maria Vieira di 42
anni specializzata nella "renda da arco"; lei terminò un merletto in
6 mesi, lavorando 8 ore al giorno. Per il suo, lavoro chiese R$ 500,00, ma è
stato molto difficile trovare un compratore.



Mercato del merletto
a Recife (Brasile)
Curiosità

·
Il Brasile omaggia il lavoro
della merlettaia con una danza “La Dança da Mulher Rendeira”, le ballerine si
muovono ad un ritmo allegro sempre con il tombolo in mano. Si puo’ visionare un
video su Youtube all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=wjTX1SNvmi4

·
“Mulher Rendeira” è una canzone brasiliana scritta nel
1922, è stata eseguita in 120 versioni.
·
Nel 1974 è uscito in Brasile un francobollo raffigurante un merletto e
nel 1976 e 2000 raffigurante una merlettaia.

·
In Brasile venne stampata una moneta di 10.000 cruzeiros con l’immagine
della merlettaia.


·
Lo stilista brasiliano, Walter Rodrigues, rimase colpito da un'immagine
del XII secolo, che lo ispirò a realizzare degli abiti con applicazioni di
merletto a fuselli in filato color nero. Recentemente ha portato una sua
sfilata in Francia.
·

·
Nel Museo di arte Moderna a San Paolo del Brasile c’è un quadro di
Renoir, risalente al 1877; ritrae la contessa Melanie de Pourtalès con un abito ornato da un bel merletto. Il
dipinto assume un forte fascino ed emana eleganza e piacevolezza
nell’ammirarlo.

Eila Ampula ha dedicato questo pannello,
con la tessitura a mano, a tutte le merlettaie brasiliane.

Locandina di un
Campus universitario brasiliano

Nella cerimonia di chiusura
delle olimpiadi di Rio 2016 è stato dedicato alla renda de bilros (merletto a
fuselli), uno spettacolo di danza.

Un merletto che crea
una scenografia mozzafiato, al centro è stata messa la merlettaia con il
cuscino.

La rendeiras al
centro della scenografia
Bibliografia
^Clifford, C. R. The Lace Dictionary, Clifford
& Lawton, 1913
Sitografia
Tesi
di Laurea Universidade Federal do Ceará Programa de Pós Graduação em História
(TECENDO VIDAS Cultura e Trabalho das Rendeiras da Prainha de Aquiraz-Ce,
Terezinha Bandeira Pimentel Drumond, Fortaleza 2006
Suoni
e colori Brasile, 2014
https://archive.org/details/isbn_9780992704315/page/74/mode/2up
Mestres
Artesãos Das Alagoas, 2015
Coleção
Obras Raras da Fundação Waldemar de Alcântara, Fundação Waldemar de Alcântara
https://archive.org/details/o-ceara/boletim-de-antropologia-1/page/n333/mode/2up?q=rendeira
Videografia
https://www.youtube.com/watch?v=6_BFyM4cIvw
https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=r4TFHid6gIs
https://www.youtube.com/watch?v=g61f233XLiE
https://www.youtube.com/watch?v=45ZnbfmBTYk
https://www.youtube.com/watch?v=qmeL7uAjSOc
https://www.youtube.com/watch?v=IQ0OsJ1SnZE
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