Tavolino da toilet o pettiniera°

 

Particolare di un quadro che rappresenta la Regina Carlotta, 1764 (Londra, Collezione reale). Le toilets a quel tempo erano un tripudio di merletto e fiocchi.

 

La “Toilet” è un tavolino dove venivano appoggiati spazzole, profumi e cosmetici per la preparazione della dama, dall’acconciatura al trucco. Ebbe il suo massimo splendore in tutto il Settecento ricoprendo completamente il tavolo con una tovaglia sempre più preziosa arricchita da volants e balze di merletto. Possiamo dedurre da  alcuni inventari che le essenze usate erano legni esotici pregiati, solitamente l’ebano o palissandro, oppure impreziositi con intarsi di vari legni e d’avorio. Nella grande esposizione mondiale di Londra del 1862 la Ditta Lanicelli di Salerno presentò un tavolino da toilet in mosaico e la ditta De Martino di Napoli uno in mogano*.

 

Cesare Augusti Detti

 

Il pittore ha ben rappresentato questa toilet in legno dorato, lo si nota dalle gambe del mobile e tra la trasparenza della bella tovaglia la quale viene  abbinata al delizioso baldacchino che si trova sopra la specchio.

 

 

Nicolas-René Jollain, XVIIII secolo

 

La tendina che contornava il tavolinetto poteva nascondere il catino e la brocca che servivano per l’igiene personale e con la moda per una donna, di ricevere i visitatori dopo aver adempiuto ai vari riti mattutini di toelettatura non era buona cosa lasciare in disordine la stanza.

 

 

Marchesa Dangeau alla toilet, 1676

 

 

 

Augustus Leopold Egg nel 1848 dipinse un quadro dal titolo “La regina Elisabetta scopre che non è più giovane”. Questo quadro è stato realizzato dopo diversi anni dalla morte di Elisabetta I, la quale viene rappresentata nella sua camera nel ricevere alcuni ospiti, sulla sinistra c’è una dama di compagnia con lo specchio ancora in mano. In primo piano, sulla sinistra, sopra la toilet c’è una bella tovaglia ricamata e smerlata sul fondo e vi sono appoggiati diversi oggetti per la toelettatura della regina. Sia in questa opera che in un’altra dello stesso artista intitolataGiovane donna alla toilet”, l’artista mette in relazione la donna e la sua vanità femminile racchiusa in un bel tavolino agghindato come la sua padrona. Anche l’uomo nelle epoche passate era ben rappresentato nella sua vanità tra parrucchebelletti” e abbigliamento, ma nessun pittore l’ha immortalato in questi privati gesti. Giuseppe Guerzoni nel suo libro “ Il terzo Rinascimentoinvece li  descrive in tutte le sequenze: ”Ma qui il giovin signore interrotta per pochi istanti la sua toilette ritorna alla pettiniera e compie il difficile e architettonico edifizio della sua persona. E intorno alla tavoletta finisce il mattino del quale oltre la maestria a voi già nota del miniare e del finire le cose più sottili e del rimbellire e poetizzare gli arnesi più comuni, non c'è nulla che meriti essere singolarmente notato. lncipriato, inanellato, muschiato, impinzato di scatole, d'astucci, di arnesi d'ogni sorta: onusto d'oriuoli di ciondoli e di catene: lattughe sbuffanti, manichini di neve, scarpini abbaglianti, spada al fianco, canna in mano, cappello sotto l'ascella : lucido, olente, scintillante : sorriso protettore, sguardo ammamolato, aria marziale, scende a passi lenti, fra la doppia ala dei servitori, l'avito scalone monta lento e grave nella carrozza che da due ore l'aspetta, e il cocchiere senza nemmen chiedere il cenno lo conduce a trotto serrato dalla sua signora”. 

 

 

 

Louise Marie Fontaine alla sua toilette quotidiana mentre riceve Jean-Jacques Rousseau

Maurice Leloir

Disegno di toilet eseguito nel 1760 da Thomas Chippendale, ebanista e designer inglese. Donato al Met nel 1920 da Rogers Fund

© Metropolitan Museum, New York

 

© Victoria and Albert Museum, London

 

Questo disegno per un tavolo da toilette apparve su “The Gentleman and Cabinet-Maker's Director “. Nella descrizione del suo progetto, Chippendale chiama questo disegno "Toilet o tavolo da toeletta per signora". Questo disegno è estremamente elaborato e Chippendale descrive che "Gli ornamenti dovrebbero essere dorati in oro brunito; oppure l'intera opera può essere laccata, e il drappo può essere di seta damascata, con frange e nappe d'oro. "I tavoli da toilette erano mobili popolari durante il XVIII secolo e provenivano dalla cerimonia di vestizione pubblica francese, conosciuta come “la toilette”. In questo progetto, le forme curve elaborate dimostrano la popolarità dello stile rococo, che era caratterizzato da forme curve, asimmetria e motivi naturali. Lo stile rococò divenne popolare intorno al 1730.

© Victoria and Albert Museum, London

 

“La toilette: giovane donna e la sua acconciatrice

Jean-Baptiste Joseph, Louvre, Parigi

 

Charles-Antoine Coypel, 1743-collezione privata

 

Nicolas-René Jollain, XVIII secolo

 

Jean- Frédéric Schall

 

Edward Gibbon disse riguardo ad un suo libro scritto nel 1776 “Il mio libro era su tutti i tavoli e su ogni toilet”.

Con il passare del tempo la tendina sopra lo specchio non fu più di moda e si diede risalto alla specchiera che assunse anche grandi dimensioni, il ripiano venne sostituito dal marmo, tanto da non aver più bisogno di tovaglie e coperture per proteggere la base di legno.

Georg Wilhelm von Hessen Darmstadt con la famiglia, copia di un dipinto del 1753

 

Immagine tratta dal “Petit courrier des dames”, 1849

 

 

La toilet venne usata fino alla metà del ‘900, poi con l’avvento della stanza da bagno in tutte le case, divenne un complemento d’arredo come pezzo d’antiquariato.

 

Toilet stile liberty fine ‘800 primi ‘900

 

 

 

 

·        Pettiniera è un vocabolo che troviamo nel: Supplimento a' vocabolarj italiani” del 1855.

“PETTINIERA: chiamano, per estensione, quel Tavolino destinato a tutte le cose che servono ad acconciare il capo, a lisciarsi, a radere la barba. Corrisponde sottosopra alla toilette francesi che in oggi I Fiorentini dicono toeletta o toletta”.

 

 

·        “Il caffé”, 1766

“Le nobili si levano tardi la mattina, che tutta impiegano alla Pettiniera”:

 

·        Lettere familiari del conte Lorenzo Magalotti gentiluomo Fiorentino, 1719

Perchè non poss'io fare a voi l'istesso che spesso fa a me il mio Cameriere, che cominciandomi io a lamentare d'un rasojo, se a lui pare in ogni modo, che levibene, va alla Pettiniera……………”

 

 

° ” Internetional exhibition 1862-Catalogo ufficiale

 

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