La sottogonna

 

Abito da ballo a corte, 1779

 

La sottogonna, a secondo della linea degli abiti in voga al momento, serviva a conferire volume e morbidezza alla parte inferiore dell’abito. Di solito portata in un numero minimo di due, potevano anche essere molte di piu’ (anche 7 o 8 strati di sottogonne e imbottiture), in particolare tra gli anni trenta e cinquanta dell’ottocento, periodo in cui il volume delle gonne era in continua crescita, e’ ottenuto quasi esclusivamente grazie alle sottogonne sovrapposte.

Abbigliamento da cavallerizza, 1858. La dama alza il bordo della gonna e lascia intravedere la bella sottogonna

Vignetta del 1859

 La sottogonna poteva essere corta, della lunghezza dell’abito, oppure più lunga in modo da proteggere l’abito dalla sporcizia per poi essere lavata e usata con più mise. Era di tessuto leggero, generalmenete di colore chiaro oppure colorato o in fantasia da intonarsi con il colore dell’abito. Ogni abito elegante aveva la sua sottogonna appropriata che concorreva a sottolineare al meglio il modello e tutta la toilette.

Abiti di voga nel 1865, la dama a sinistra alza la gonna per far intravedere la sottogonna

 

 

Due sottogonne fastosamente ornate di merletti e rouche, “El correo de la moda 1865”

 

 

Figurino di sottogonna ricamata a punto inglese con strascico, “Peterson's Magazine”, 1875

 

Sottogonna ricamata a punto inglese,1876

 

 

 

 

1875

 

 

Immagine tratta daBudapesti Bazar”, 1878

 

Nel 1878 sotto l’abito si indossava sottogonna e corsetto ornati di merletto

 

 

“La Parigina” Alfred Émile Léopold Stevens, 1880

 

 

 

 

 

Sottogonna chiamatatournure”, imagine tratta da  “Harper’s Bazar”, 1881. La balza finale poteva essere staccabile come in questa immagine, possiamo notare i bottoncini che servono ad unirla alla sottogonna. Era una parte mobile da poter lavare o sostituire per altre mise.

 

 

 

In questa immagine tratta da  Harper’s Bazar del 1882 possiamo vedere la sottogonna liscia sul davanti e arricchita da numerose balze arricciate dietro, assomiglia allatournure”, però non ha i supporti rigidi risultando più confortevole nei movimenti, specialmente da seduti.

 

 

 

 Questo modello di sottogonna tratta da “The Young Ladies' Journal” del 1881 è ancora più semplice della precedente, l’arricciatura sul dietro è data dai laccetti che si potevano stringere o allargare a seconda dell’effetto che si voleva ottenere.

 

 

 

Sottogonna da giorno in cambric presentata su “Myra’s journal” del 1884

 

 

1883

 

 

 

1885

 

 Due sottogonne a la “tournuretratte da una rivista russa, 1888

 

 

 

A mano a mano che giungiamo verso la fine del 1800 la moda propone abiti sempre meno gonfi e possiamo notare che anche le sottogonne si restringono, come l’immagine soprastante del 1890.

Sottogonna proposte in un gatalogo del 1902

 

Da un catalogo per corrispondenza di New York del 1908 questa sottogonna era proposta in taffeta e in vari colori

 

 

Da un catalogo per corrispondenza di Toronto del 1914, la sottogonna veniva proposta in satin di seta con una svasatura più ridotta rispetto l’immagine precedente.

 

 

Inizia il nuovo secolo, la donna più dinamica si libera delle costrizioni dell’800, via i corsetti le gonne si accorciano per poter camminare e correre veloci, le sottogonne sono più leggere nei tessuti e volumi, rimane sempre la balza di merletto sul fondo come la moda delle successive sottovesti di batista o lino e in tempi più moderni di nylon. La sottogonna rimane un capo usato ancora oggi sotto gli abiti da sposa, il commercio ne propone di tutte le forme e ampiezze a seconda dell’abito, raramente però guarnite di merletto.

 

 

Curiosità

 

 

Particolare di una vignetta che rappresenta l’arresto di Fredrick William Park e Thomas Ernest Boulton (Fanny and Stella) due omosessuali che si vestivano con abiti femminili, 1870. L’autore della vignetta ha evidenziato la bella sottogonna mettendo in risalto una raffinata ricerca della femminilità.

 

 

Dalla rivista “Il Corriere delle Dame” del 1858

Abbigliamento da campagna per passeggiare a piedi od in carrozza.

 

Vestito e casacca di piqué, fondo bianco a fiorellini color di rosa, bleu o lilla il vestito è rialzato sul fianco da un fermaglio di nuovo genere, messo in voga dall'imperatrice, e chiamasi il portagonna Pompadour. Consiste questo arnese in una lista di taffettà o di giaconetto, cui sono attaccate quattro trine che si affrancano ad altrettanti bottoni cuciti dal rovescio, al basso della sottogonna, la quale è di tela persiana di colore assortito ai fiorellini del piqué. Questa sottogonna di tela persiana di colore è pure una novità che riconosce la sua fonte dalla corte. L'imperatrice (Eugenia de Montijo, moglie di Napoleone III)  ne ha fatto dono ultimamente a Fontainebleau a tutte le dame invitate, le quali si affrettarono di approfittarne; onde moltissime altre ad imitarle. Così la contessa Morny, per lutto, aveva il vestito di piqué bianco rialzato su d'una sottogonna di tela persiana di color grigio e bianco; la contessa di Brigode, con la casacca e il vestito bianco e color di rosa, aveva la sottogonna di tela a frondami intrecciati di rose; e un'altra dama, col vestito e la casacca in bianco e bleu, la sottogonna a disegni ne'medesimi colori. Qualche volta anche il fondo della sottogonna è di color diverso, di color crudo o chamois; per esempio: – una veste lilla e la sottogonna fondo chamois a disegni in verde e rosa ; – un vestito a fiorellini rosa e bleu, colla sottogonna dal fondo color verde d'acqua, a mazzolini Pompadour.

 

 

 

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