“ Tecnica a fuselli “ 

 

Il primo strumento per la lavorazione del merletto a fuselli è stato un semplice telaio dove si realizzavano galloni e passamanerie, la navetta che portava il filo della trama era un preludio del fusello.

La tecnica si è poi evoluta, appoggiando il cartone dove c’è il disegno, sul “balon” che è il cuscino di stoffa riempito di paglia o crine o segatura. Il cuscino o tombolo viene appoggiato sullo “scagno” che è un supporto di legno.

 

     

Scagno originale di Pellestrina e Graziella Ghezzo (maestra merlettaia VE)

 

 

La trina si realizza con il filo di lino, cotone seta o qualsiasi altro materiale, avvolto sui piombini o massette, piccoli attrezzi in legno.

L’intreccio viene fermato dagli spilli i quali tendono il filo che funge da trama. Anche questa tecnica si avvale di vari punti: punto intero o tela, mezzo punto, punto grata, punto stuoia, punto tulle, punto treccia, poi ci sono molteplici punto rete e punti di finizione, con o senza pippiolini.

Per la realizzazione del merletto a fuselli ci sono due tecniche: a fili continui e a pezzi separati.

Nella prima tecnica  si inizia da un punto del disegno e si esegue la “bisetta” con le varie allacciature fino alla fine dell’opera. La seconda consiste nel prendere e lasciare vari fuselli, nel chiudere il lavoro per poi iniziarlo da un'altra parte.

La merlettaia deve essere molto abile nel nascondere le chiusure per presentare un lavoro perfetto. Le allacciature si eseguono con l’ausilio di un uncinetto molto sottile.

 

 

I testi e le foto sono dell’autrice

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