
Supporto per tenere
tesi i fili che tengono orizzontalmente i nodi d’inizio e la tensione della
lavorazione

Proposta suggerita
dalla rivista di moda Godey's Lady's Book and
Magazine, Vol. 96 (Febbraio 1878)
Oggi, sfilare il tessuto, farne delle frange e poi annodarle con vera maestria, è una vera arte.
Sfrangiare il tessuto era comunque una cosa usuale molti e molti secoli addietro, basti pensare che i Babilonesi nel XVIII secolo a. C. adottavano le frange nei loro abiti. Una pittura murale scoperta a Mari, rappresenta l’investitura di un re o principe: l’abito è guarnito da uno scialle con una frangia dalle tinte vivacissime. Anche gli Assiri continuarono ad adottare questo scialle frangiato, lo possiamo vedere in un bassorilievo di Ninive del VII secolo a.C.
I Persiani furono il primo popolo ad introdurre i pantaloni lunghi e in un bassorilievo del IV secolo a. C. si può notare come nei fianchi del pantalone in senso verticale, c’è tutta una lunga frangia.
L’arte dei nodi, che attualmente è sparsa in vari paesi di
tutto il mondo, sembra essere arrivata a noi dall’Arabia tra il XIV e XV.
Tramite gli scambi commerciali con l’oriente arrivò in Liguria dove ancora ci
si dedica con grande amore. Macramè
deriva dall’arabo mahramatun (fazzoletto) o da migramah ( frangia per
guarnizione), da cui vengono anche i termini turchi-ottomani mahrama e makrama
(asciugamano o fazzoletto da capo con decorazione ricamata o tessuta).
Più che l’invenzione, al mondo arabo si devono probabilmente certe sue
applicazioni, la terminologia e, soprattutto, la sua diffusione nell’area del
Mediterrerraneo.

Rappresentazione di un bordo a macramé, tardo XVI secolo, Italia°
Presto questo tipo di merletto, applicato alla biancheria della casa, diventa uno degli elementi qualificati del corredo delle famiglie agiate genovesi e rivierasche, custodito gelosamente nei bauli, esibito in pubblico solo nelle grandi occasioni, citato negli elenchi degli oggetti lasciati in eredità alle nuove generazioni. Questo "pizzo" importante è intrecciato a mano, seguendo schemi e tecniche tramandate da secoli, che richiedono un lavoro certosino e paziente tale da permetterne soltanto una piccola produzione altamente artigianale.

Macramè sul tombolo
In Italia ci sono delle zone caratteristiche dove ci si dedica al macramè: Sardegna e Liguria sono le due regioni dove tale arte si è diffusa e dove le donne annodano con maestria disegni sempre innovativi, senza dimenticare la tradizione. Seguendo quindi queste tracce antiche utilizzando il tessuto di lino ancora prodotto a Lorsica con gli originali telai ottocenteschi della ditta De Martini, intrecciato e annodato a mano dalla signora M.Teresa Delle piane.
|
Rita Sciamanna
di Verona, appassionata di tutti i tipi di ricamo e merletto, in special modo
tombolo e macramè, mi ha permesso di pubblicare un pensiero sulle sensazioni
che si provano intrecciando questi magici fili. “ Il sottofondo musicale dei fuselli è la
mia primaria passione da sempre, la curiosità mi ha avvicinata al macramè
creandone un’altra. Entrambi sono trasformazioni di fili
secondo il proprio stato d’animo, sia ricopiandone i motivi sia inventandone
di nuovi. Sempre comunque emozioni diverse poiché i fili che possono
attraverso le mani, tante…tantissime volte, sembrano essere plasmati dalle
stesse, scaldati, ammorbiditi quasi a cambiare il loro aspetto e la loro
freddezza iniziale, diventando più lucenti, più caldi, più morbidi. Il fusello delicato al tatto e dolce al
suono quasi ritmico, il macramè dal filo più ruvido ma ovattato, ti costringe
a pensare su ciò che stai realizzando, con “ varietà”. Stai creando e pur rilassandoti ti
ricarica, pur abbandonandoti a questa forma di narcisismo ti inebria l’anima
e ancora di più quando si trasmettono le proprie esperienze manuali ad altri,
poiché si ricreano vortici emotivi più gratificanti.” Le mie insegnanti di macramè artistico sono
state Tonello Luisa che a sua volta è
stata allieva di Elena Venzi di Chiavari. Ecco alcuni deliziosi esemplari di macramè realizzati da
Rita: |
|
|
|
|
|
|
|
Particolari dei motivi soprastanti |
|
Macramè
per preziose bomboniere Gabriella
Moratto e Morandini Vittoria, allieve di Rita Sciamanna |
Vicenza
Elda Ferrena da Vicenza aveva appreso questa arte dalle zie, quando era ancora bambina. Osservava con i suoi occhi attenti tutte le tecniche del ricamo e dell’intreccio dei nodi e ricorda ancora con amore la zia Anna, chiamata Cia Anna, che morì all’età di 99 anni ed ancora lavorava all’uncinetto. Oltre al macramè Elda realizza dei ricami che sembrano dipinti, pennellate di filo sul tessuto: disegni realizzati attraverso una ricerca del colore e del chiaro- scuro, con la sua delicata fantasia, esperienza e capacità interpretativa.

Le mani di
Elda Ferrena, mentre realizza un bordo a
macramè
|
Sicilia Patrizia Ganci
di S.Stefano di Quisquina (Agrigento) scoprì
la passione per le arti creative che
la spinse a fare sue le esperienze della nonna materna e della zia, abili
lavoratrici del telaio e dei nodi del macramè. Col passare degli anni ha affinato la sua tecnica
sfruttando l'arte dei nodi non
solo per la realizzazione di frange,
ma anche per creare bracciali,
collane e fiori. Ecco alcuni campionari di
macramé: |
|
|
|
Romania
Anche in Romania si fa il Macramè, un tempo veniva chiamato “
lacette” dal francese, e durante il XIX secolo macramé. Le donne rumene si
procuravano il filato dalla Turchia dove veniva eseguito anche questo tipo di
merletto, attualmente anche in Turchia il filato è meno pregiato di un tempo.
America

Disegno della fabbrica americana dei
fratelli Barbour dove si produceva il filo di lino per il macramé. Nel 1878 è
stato edito un libro della Barbour Company
“The
Imperial Macramé Lace Book”
Libri
Therese De Dillmont ha scritto un
libro sul macramé (http://www.cs.arizona.edu/patterns)

Spolette o fuselli per
il macramé*
Curiosità
·
A Savona c’è una
libreria di nome “ Macramé”.
·
“Emporio” ha prodotto
una mensola portalibri e l’ha chiamata “ Macramé”
§
Dalla collezione di merletti dell’Americana Marian Powys
°Macrame Lace,
Cook, Clarence. Scribner's Monthly, Vol. 15 (1878),
I testi e le foto
sono dell’autrice
E’ vietata qualsiasi forma di riproduzione, anche
parziale, di questa e di tutte le pagine del sito.