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Elisabeta ( Isabetta,
isabella) Catanea Parasole Romana Elisabetta (1575-1625 ca.) era una
delle più famose artiste del tardo Rinascimento: amava illustrare merletti e
botanica. Rimasta orfana, crebbe presso il conservatorio romano di S.
Caterina della Rosa ai Funari, che accoglieva figlie di meretrici e orfane,
fu data in moglie nel novembre 1593 al pittore Rosato Parasole, già vedovo.
Visse a Roma nella parrocchia di S. Eustachio, dove
sono registrate le nascite di cinque figli. Presumibilmente è nel monastero
che Elisabetta ha ricevuto una prima formazione, in seguito perfezionata
all’interno della bottega di famiglia. Sappiamo che nel conservatorio di
Santa Caterina si imparava a “cucire, filare e ricamare. [...] Questo rapporto con il tessuto fu anche un
mezzo per conoscersi, una via di comunicazione per i sentimenti [...] Il
lavoro tessile di cucito e ricamo delle ragazze garantiva un’entrata mensile
all’istituto e un mestiere a loro” (Vasaio 1984). Nel 1616 la Parasole fece dono alla
regina Elisabetta Borbona d’Austria (principessa di
Spagna) un bellissimo modellario di merletti
intitolato: “ Teatro
delle nobili e virtuose dame”
Artisti femminili nella botanica
Durante
il XVI secolo in molte città europee si organizzano mostre e mercati di
piante. Se fiori e bulbi pregiati si vendono annualmente alla celebre fiera
di Francoforte, l'emulazione sociale spinge anche i ceti più bassi a
dedicarsi al giardinaggio e alla coltura di piante pregiate. In un clima di
diffusa passione floreale, si va prepotentemente affermando il genere
pittorico della natura morta e dei cosiddetti "fiorilegi"
(album di fiori incisi o miniati) nei quali rami fioriti e piante recise sono
raffigurate in eleganti mises enpage o disposte in preziosi bouquet. In ambedue
queste produzioni, tuttavia, l'artista finisce per prevalere
sull'illustratore: il fiore non è più colto nell'immediatezza del suo habitat
naturale come avviene nelle tavole scientifiche, ma piuttosto enfatizzato nelle
peculiarità decorative e persino simnboliche,
interpretando, proprio per il breve ciclo vitale e la natura bella ma
effimera, la vanità delle cose terrene e la fugacità della vita umana. Sempre
nel corso del Seicento numerose donne artiste si dedicano alla pittura
botanica raggiungendo livelli di grande spessore stilistico, proprio perché
dotate,come allora si diceva, di quella "femminil
patientia" essenziale per il buon esito di un
genere che richiede diligenza, meticolosità e accuratezza mimetica. Se sono
principalmente artiste nord-europee a dedicarsi a tali soggetti - si pensi a
Maria Sibylla Merian -
non poche sono anche le pittrici italiane, tra le quali vanno almeno
ricordati i nomi di Giovanna Garzoni, Anna Maria Vaiani
e Isabella Cattanea Parasole, tutte in vario modo
gravitanti nell'entourage della famiglia papale dei Barberini
e nell'ambito linceo. Anche se alcune, come Giovanna Garzoni, acquistano
celebrità per i loro dipinti di natura morta, nessuna di loro prescinde da un
disciplinato esercizio nell'ambito dell'illustrazione delle essenze vegetali.
Diana Manutana ed Elisabetta Parasole raggiunsero una certa
notorietà come stampatrici secondo le ricerche di Evelyn Lincoln. Molte
sapevano scrivere bene, altre no e ricorrevano ad esperti segretari ma
accettavano la sfida degli errori e le brutte figure (di Natalia Aspesi). Recensioni sull’Herbario
Novo
Alcune
incisioni di Leonardo Parasole su disegni di Elisabetta ·
Castore Durante studiò nell'Archiginnasio della Sapienza; qui
pubblicò nel 1585 il suo Erbario
nuovo. Nello stesso anno fu nominato medico del papa Sisto V. L' Herbario
tratta delle piante medicinali d'Europa orientale e occidentale e godette di
grande popolarità per il suo fascino peculiare più che per i meriti botanici.
Ciascun capitolo (857 capitoli) è sormontato da una piccola xilografia di
appena 7,5x 5 cm di Isabella Parasole, disegnatrice che alternava ai plagi
copiati dal Fuchs e da Mattioli
a “capricci” di sua invenzione. ·
L’importante Herbario
novo, pubblicato per la prima volta nel 1585( ne seguirono 8 ristampe),
presenta le piante medicinali dell’Europa e delle Indie Orientali ed
Occidentali. Ogni descrizione di "nome, forma, loco, qualità,
virtù" in italiano e latino è preceduta da una piccola xilografia della
celebre artista Isabella Parasole.
Quest’artista fantasiosa, oltre a creare qualche un’ambientazione
paesaggistica ai piedi dell’illustrazione delle piante, sa interpretare con
originalità la parte descrittiva del Durante: è il caso dell’"arbor tristis" dalla forma
umana. Dell’erbario si ripetono molte edizioni, una di queste anche in
tedesco. ·
L’Erbario
del Durante era uno dei testi che stava sempre sul banco degli antichi
speziali.
Incisione di Leonardo
Parasole marito di Elisabetta Bibliografia Ornamento
nobile per ogni gentil matrona https://archive.org/details/parasole1620ornamentobnfbtv1b10526091w/page/n11/mode/1up?q=bavaro+bavari Studio
delle virtuose dame, 1597 https://archive.org/details/Parasole/mode/2up Pretiosa gemma delle
virtuose donne, ristampa 1879 https://archive.org/details/parasole16001879pretiosawhz/mode/1up I
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