
Merlettaia
indiana mentre lavora all’uncinetto (Courtesy Susan Chase)
Rayudu Manikyam, una merlettaia di seconda generazione e
membro della cooperativa artigianale del merletto nel delta di Godavari a
Narasapur in India, per sostenere la sua famiglia conta sui suoi merletti
realizzati con il cotone all’uncinetto. Lei è la sola che sostiene una famiglia
con due figli, un marito alcolizzato, 3 fratelli ed una anziana madre. Prima
che si formasse la cooperativa nel 1980, anche sua madre sosteneva la famiglia
lavorando all’uncinetto; riusciva a provvedere per un pasto al giorno. Quando
Rayudu decise di sposarsi, sua madre non poteva prendersi il lusso di pagare
una dote e quindi lo chiese alla famiglia del marito. Come risultato, suo
marito si sentì in diritto di abusare di lei psicologicamente e spendeva in
alcool tutti i suoi guadagni. Rayudu dice: ” veniva a casa molto tardi la sera
e mi picchiava “. Sta nella cultura di questa zona del paese, il fatto di
maltrattare le donne, considerate spesso di seconda classe. Per loro, produrre
merletti è uno dei pochi lavori, a cui possono accedere. Per le ragazze, le
scuole sono insolite e si sposano prima ancora della pubertà. In più le donne
di questa zona sanno far fronte molto bene agli eventi naturali che si
scatenano nella costa est dell’India. Cicloni, tempeste, alluvioni, sono comuni:
le acque dal Godavari, uno dei 12 fiumi sacri, straripano regolarmente. L’arte
di fare i merletti venne introdotta da una coppia scozzese nel tardo ’800.
Prima che si formasse la cooperativa, gran parte del merletto veniva esportato
in Scozia e gli esportatoti facevano grossi guadagni pagando molto poco le
lavoranti. La fondatrice della Cooperativa è K. Hemalatha che spese due anni di
duro lavoro girando di villaggio in villaggio, spiegando alle lavoranti la
necessità di fondare una cooperativa. Dagli esportatori, venne fatto pressione
e il distretto governativo si rifiutò per primo di concedere la licenza
desiderata per fondare la cooperativa. Le donne comunque erano determinate e
organizzarono una dimostrazione, forzando le autorità alla concessione.
Finalmente la cooperativa venne fondata con tutte le coperture assicurative e
mediche. Le donne ora riescono ad assicurare due pasti giornalieri alle loro
famiglie e sono molto contente di far parte di questa cooperativa. Le parole di
Rayudu ora sono più confortanti: ” Io ho libertà di espressione all’interno di
questa società di affari e sono felice di farne parte.”
Lìassociazione ha anche una pagina Internet: http://www.fairtradefederation.org/membio/godavar.html