“ Merletto a fuselli “

Da
numerosi documenti pare che il merletto a fuselli sia comparso per la prima
volta in Italia, anche se le Fiandre belghe ne rivendicano la paternità, ma non
esistono modellari antichi, come invece ne rimane una testimonianza stampata a
Venezia che risale al 1557. Si tratta di un modellario dedicato interamente al
merletto a fuselli, creato da un noto incisore dell'epoca. Nel 1561 uscì a Zurigo un'opera nella quale
si legge che il merletto era stato introdotto da mercanti veneziani e italiani,
già 25 anni prima e che le loro donne già ne avevano imparato la tecnica.

Frammento di merletto a fuselli, XVI secolo *
Il merletto nasce come passatempo per le nobildonne, per
poter realizzare la loro creatività e sentirsi gratificate. Si può dire che
questa arte sia maturata nel Rinascimento grazie anche alle dogaresse che
istituirono leggi protettive sul merletto e crearono dei laboratori. Alla
nascita dei laboratori, rivolti alla nobiltà, si aggiunsero anche quelli nati
nei conventi. Molte istituzioni, anche religiose, si occupavano di orfane e di
ragazze dai facili costumi. Un importante ruolo l’ha avuto l’Istituto della Pietà, ancora oggi
attivo. Esse lavoravano ad ago e a
fuselli, così riuscivano a mettere da parte i soldi per la dote; durante
la bella stagione avevano l'opportunità di un maggior guadagno perchè c'erano
più ore di luce. All'epoca le lavoranti non potevano unirsi in scuole o
corporazioni, l'arte femminile non doveva avere alcun rilievo.
Nel 1609 si scriveva che le donne di Pellestrina aiutavano a
sostenere la famiglia con il lavoro "delle cordele a massete", mentre
gli uomini erano dediti alla pesca. Si noti che il commercio dei merletti
avveniva solo dai maschi, anche i venditori porta a porta, obbligatoriamente,
dovevano essere maschi. Per creare un
merletto il più perfetto possibile, i compratori andavano in queste isole
poverissime e distruggevano, senza pagare, tutti i manufatti non eseguiti
perfettamente.
Questa situazione proseguì fino agli inizi del XVIII secolo
quando il governo veneziano pensò di diffondere la lavorazione anche in
terraferma. A Venezia si continuò la lavorazione più pregiata con fili d' oro e
d'argento.
Verso la fine del 1700, nell'area veneziana, il settore
entrò fortemente in crisi, i vari istituti si dedicarono ad altre attività, ma
a Pellestrina il merletto riuscì a sopravvivere e verso il 1810 ,a Pellestrina,
esistevano una decina di negozianti di merletti e un centinaio di lavoranti. A
partire dal 1860 , l'isola fu colta da epidemie come vaiolo e colera; morirono
moltissime merlettaie.
Michelangelo Jesurum rilanciò la manifattura del merletto ,
nel 1874 fondando una società che ebbe come obbiettivo la rieducazione delle
merlettaie a ottenere un manufatto superiore a quello francese-belga. Jesurum
aprì scuole a Venezia, Chioggia e Pellestrina per formare le operaie. Nel 1877
la lavorazione del merletto darà da vivere a 1500 merlettaie. Nel 1878 si avviò
la produzione di manufatti in seta dai colori delicati e solo 2 donne, madre e
figlia, erano in grado di produrli, si pensò così di aprire una scuola
speciale. La lavorazione di questi preziosi merletti diedero riconoscimenti a
Jesurum che venne chiamato "Il Michelangelo dei fuselli" .Frattanto
sorsero altre scuole di merletto anche perchè il Comune dava loro dei sussidi.
Si aprirono varie scuole di merletto a fuselli a Cantù nel
Alla fine dell'800 inizi 900 le merlettaie a Pellestrina erano
moltissime, ma a causa delle alte tasse che esse dovevano pagare, rinunciarono
all'appellativo di "merlettaia", continuando l'attività entro le mura
domestiche. Nel
Alla scuola Jesurum subentrò l'Istituto Sacro Cuore che
contava, nel 1923, circa 20 fanciulle
dai 12 ai15 anni. Nel 1945 la scuola non era più una ditta che produceva
merletti, ma si classificava come guida artistica. Si imparava il" punto
Cantù" dimenticando che era il punto Venezia, il quale aveva girovagato
per ritornare alle sue origini. In seguito alle due guerre mondiali si ebbe un
calo di mano d'opera, le donne si dedicarono verso lavori più redditizi.
Però la lavorazione del merletto continua ancora e
passeggiando nell'isola, durante l'estate, si possono incontrare le merlettaie
che intrecciano i loro fuselli davanti l'uscio di casa.
L'Associazione Murazzo si è occupata di organizzare corsi
per le ragazze del luogo, cercando di tenere viva questa antica arte veneziana
ed ha curato l'edizione di un libro, nel quale si trova un'accurata ricerca con
immagini e documentazioni storiche su:
"Il
merletto di Pellestrina".
*Powys, Marian. Scrapbook
of Laces, 1966
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